Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle torna a sollecitare il Governo sul caro carburanti, denunciando l’assenza di risposte concrete dopo giorni dall’appello lanciato. I prezzi alla pompa restano su livelli insostenibili e a farne le spese sono famiglie, lavoratori, artigiani, autotrasportatori e imprese, che devono affrontare costi sempre più gravosi per gli spostamenti quotidiani, per lavorare e per produrre.
Secondo il senatore Mario Turco, Vicepresidente del Movimento 5 Stelle e Delegato alla Politica economica e fiscale, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni non può continuare a utilizzare la mobilità degli italiani come fonte di maggior gettito fiscale.
Le richieste avanzate dal Movimento sono chiare: ripristinare immediatamente gli sconti sulle accise che sono stati eliminati con eccessiva rapidità. Inoltre, è necessario cancellare l’aumento del prelievo fiscale sul gasolio introdotto con l’ultima legge di bilancio, una misura che ha permesso allo Stato di incassare oltre 500 milioni di euro prelevati direttamente dalle tasche dei cittadini.
Il M5S chiede anche un intervento urgente per neutralizzare l’effetto dell’incremento dei prezzi attraverso una riduzione temporanea della pressione fiscale quando le quotazioni superano determinate soglie. Si tratta, secondo Turco, di una scelta dettata da equità e buon senso.
Il Governo deve smettere di considerare i rincari dei carburanti come un’opportunità per aumentare le entrate fiscali e deve restituire agli italiani quanto ha incassato grazie all’incremento delle imposte sui carburanti.
Le vacanze, il lavoro e la vita quotidiana non possono trasformarsi in un lusso per i cittadini. È tempo di fermare quella che viene definita una vera e propria mattanza fiscale.
