Di Luca Franceschi
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Il senatore Luigi Nave del Movimento 5 Stelle ha lanciato un duro attacco al governo per la gestione della crisi dei carburanti, definendo “assurda” la posizione del ministro Pichetto Fratin sui costi degli interventi governativi.
“Tregua o non tregua, le tariffe dei carburanti alla pompa restano insostenibili”, ha dichiarato Nave, sottolineando come alcune associazioni di trasportatori segnalino già il “divieto di pieno” per i tir in autostrada presso alcuni distributori.
Il parlamentare pentastellato ha descritto un quadro di totale confusione all’interno dell’esecutivo. Da una parte il ministro Urso che “fa la voce grossa con le compagnie petrolifere, che però non lo filano di striscio: i prezzi restano stratosferici”. Dall’altra Salvini, che si accorge ora di quanto il Patto di Stabilità europeo danneggi l’economia italiana, “dimenticandosi però che a firmarlo è stato il suo sodale di partito Giorgetti”.
Al centro della critica è finita anche Giorgia Meloni, accusata di non voler ammettere gli errori dello “scellerato riallineamento delle accise inserito nell’ultima manovra” e di aver rivendicato in aula i vari decreti “rattoppo” su carburanti ed energia, che si sono però rivelati inutili.
L’attacco più duro è riservato a Pichetto Fratin, che “addirittura si lagna per l’eccessivo costo dei due tagli delle accise varati dal governo”, quello fino al 7 aprile e quello fino all’1 maggio, misure “già ampiamente divorate dai rincari”.
Secondo Nave, l’Italia necessiterebbe di “un intervento coraggioso e strutturale” sui carburanti, da realizzare attraverso “una tassazione immediata degli extraprofitti delle stesse compagnie petrolifere che zimbellano Urso”. Tuttavia, il governo appare “ormai allo sbando” e “ogni speranza pare vana”.
Il senatore ha concluso definendo “francamente imbarazzante” l’uscita di Fratin, accusandolo di aver minimizzato la gravità della situazione.
