Di Luca Franceschi
///
Le associazioni di categoria dei benzinai hanno proclamato lo stato di agitazione e minacciano uno sciopero nazionale. Una protesta che, secondo quanto dichiarato dalla deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, sarebbe più che giustificata.
La parlamentare pone una domanda diretta e senza mezzi termini: la riforma del settore dei carburanti è bloccata da anni nei cassetti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per incapacità o per dolo del Ministro Urso? Secondo Appendino non esisterebbero altri motivi validi per ostacolare una riforma che gode del sostegno unanime di tutti gli operatori del settore.
Si tratta di un intervento che avrebbe un impatto strutturale sui prezzi al pubblico e garantirebbe regole certe a un comparto strategico per l’economia nazionale. I numeri rendono evidente l’urgenza della situazione: il commercio clandestino di carburanti sottrae ogni anno tra i 10 e i 12 miliardi di euro al fisco.
Queste ingenti somme finiscono nelle tasche della criminalità organizzata, distorcono la concorrenza nell’intero settore e, se recuperate, potrebbero essere utilizzate per ridurre strutturalmente le accise. Nel frattempo, mentre lo sconto sulle accise è scaduto e i prezzi continuano a salire, il Ministro Urso risulta assente e i costi ricadono sui cittadini italiani.
La deputata Appendino ha annunciato che mercoledì il tema sarà portato all’attenzione del question time in Commissione. L’obiettivo è ottenere risposte chiare su chi sta bloccando la riforma e per quali ragioni, perché gli italiani non possono più aspettare.
