Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interpellanza al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica per chiedere chiarimenti su quella che viene definita una vera e propria strage di lupi nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Sono almeno 18 gli esemplari uccisi, probabilmente attraverso l’utilizzo di esche avvelenate o atti di bracconaggio. Si tratta di un attacco gravissimo alla biodiversità e al patrimonio faunistico nazionale, verificatosi per di più in un’area protetta che dovrebbe garantire la massima tutela della fauna.
Il lupo è una specie protetta dal ruolo ecologico fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi e per il controllo naturale delle popolazioni di ungulati. I parlamentari del Comitato Pianeta 2050 esprimono preoccupazione per il repentino cambio di paradigma registrato in Unione Europea, fortemente sostenuto dal governo italiano, che ha portato al declassamento dello status di protezione del lupo.
Questo cambiamento rischia di alimentare una cultura di rimozione letale e di abbandono della prevenzione che potrebbe intaccare l’equilibrio ecosistemico. Oltre a individuare i responsabili di questa carneficina, i parlamentari pentastellati vogliono sapere come intenda muoversi il Ministro Pichetto Fratin e quali impegni intenda assumersi per perseguire una reale coesistenza tra uomo e lupo.
C’è il rischio concreto di disperdere i risultati raggiunti finora. Per questo i deputati chiedono cosa aspetti il Ministro ad adottare un Piano nazionale di conservazione e gestione del lupo, così come avvenuto in altri Stati europei. Avere un quadro di riferimento tecnico trasparente ed univoco assicurerebbe infatti una gestione coerente su scala nazionale ed europea.
