Di Luca Franceschi
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La questione della Biennale di Venezia sta assumendo contorni sempre più paradossali, trasformandosi in una farsa indegna di un’istituzione così prestigiosa e riconosciuta a livello internazionale.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli avrebbe deciso di non partecipare all’inaugurazione, una scelta che solleva interrogativi sulla sua effettiva volontà di affrontare la situazione. Quale messaggio intende trasmettere lasciando vuota la propria sedia in un momento così delicato per una delle istituzioni culturali più importanti del mondo.
Secondo quanto dichiarato dal capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato Luca Pirondini, la decisione di disertare l’evento rappresenta un chiaro segnale di debolezza. Anziché difendere con fermezza e determinazione l’autonomia e l’indipendenza della Biennale, il ministro avrebbe scelto di nascondersi, preferendo sottostare alle direttive provenienti da Bruxelles e ad eventuali pressioni interne al governo, invece di assolvere pienamente al proprio mandato.
Una delegazione del Movimento 5 Stelle si è recata proprio oggi a Venezia per incontrare Pietrangelo Buttafuoco, dimostrando concretamente il proprio sostegno all’istituzione culturale veneziana.
C’è ancora tempo per un cambio di rotta. Il ministro Giuli può ripensare alla propria decisione, recarsi a Venezia, incontrare Buttafuoco e ribadire pubblicamente la volontà di difendere l’indipendenza della Biennale. In caso contrario, restando a casa, secondo Pirondini, non potrà essere considerato né un ministro all’altezza del ruolo, né un vero patriota.
