Di Luca Franceschi
///
Il Movimento 5 Stelle torna all’attacco sul caso Biennale di Venezia, accusando il ministro della Cultura Alessandro Giuli di alimentare quotidianamente il caos attraverso dichiarazioni rilasciate esclusivamente alla stampa. Gli esponenti pentastellati in commissione cultura si dicono increduli di fronte a questa modalità comunicativa, sottolineando come dalle agenzie di stampa si apprenda che il ministro si recherà prossimamente a Venezia.
Ma l’interrogativo posto dal M5S è chiaro: perché Giuli non viene in Parlamento? Secondo i deputati del movimento, la sede più appropriata per fornire spiegazioni dettagliate sulla vicenda sarebbe proprio l’aula parlamentare, davanti a tutti gli italiani, e non attraverso interviste e comunicati stampa.
Al centro delle critiche c’è quella che viene definita una gestione sconsiderata, che starebbe mettendo alla gogna una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. Il M5S punta il dito contro le presunte pressioni indebite che il governo starebbe esercitando nei confronti di Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale.
La richiesta del movimento è netta: un dibattito aperto e trasparente che faccia emergere tutta la verità su quanto accaduto negli ultimi mesi. I pentastellati vogliono chiarezza sullo scambio di documenti con l’Europa, sull’esito delle attività ispettive e su ogni altro dettaglio legato alla vicenda.
Nella posizione assunta dal M5S emerge anche una difesa indiretta di Buttafuoco, di cui si sottolinea come non sia mai fuggito dalle proprie responsabilità e dalla coerenza di una scelta finalizzata a tutelare l’autonomia e l’indipendenza della Biennale. Al contrario, secondo gli esponenti del movimento, sarebbe proprio Giuli a sottrarsi alle proprie responsabilità.
