Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco, vicepresidente e delegato alle politiche economiche e fiscali del Movimento 5 Stelle, interviene sulla questione dei conti correnti e della cittadinanza economica, esprimendo forte critica verso l’operato del governo.
Il principio di garantire a tutti un conto corrente è condivisibile e rappresenta una necessità fondamentale. Avere accesso a un conto corrente significa poter partecipare pienamente alla vita economica del Paese. Senza questo strumento risulta difficile ricevere uno stipendio o una pensione, avviare un’attività, effettuare prelievi, pagare le imposte e utilizzare i servizi digitali della Pubblica amministrazione.
L’inclusione finanziaria non può essere considerata un privilegio, ma deve essere riconosciuta come un vero e proprio diritto. Tuttavia, la maggioranza che sostiene il disegno di legge attualmente all’esame della Commissione finanze del Senato è andata in fibrillazione.
Il provvedimento, che dovrebbe essere approvato con il supporto di tutte le forze politiche, presenta secondo le audizioni dell’Abi e di Bankitalia alcuni difetti tecnici che richiederebbero una rielaborazione del testo.
Risulta inutile che la maggioranza cerchi di utilizzare questo provvedimento per riabilitare la propria immagine nei rapporti con il mondo del credito e della finanza. Di fronte a questi settori, il Governo e la maggioranza hanno assunto un atteggiamento remissivo, fingendo inizialmente di tassare le banche che negli ultimi quattro anni hanno accumulato oltre 160 miliardi di utili, un importo pari a sette volte il valore dell’ultima Legge di bilancio firmata da Meloni e Giorgetti.
Successivamente hanno favorito banche e cordate finanziarie nel recente risiko bancario, un’operazione che rappresenta un palese appoggio politico a fusioni e scalate bancarie, tanto che su questa vicenda è stata aperta un’inchiesta dalla procura di Milano.
Il Movimento 5 Stelle intende approfittare dello stallo che si è creato nella maggioranza sul disegno di legge relativo ai conti correnti per presentare una propria proposta di vera cittadinanza economica e inclusione finanziaria.
