(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Roma, 27 novembre. “Il cosiddetto risiko bancario, apparecchiato dal Governo, finisce definitivamente e totalmente sotto inchiesta della magistratura. La previsione era sin troppo facile, ma la conferma di oggi ha del clamoroso.
Finiscono indagati l’Ad di Mps, Lovaglio, e gli ‘illustri’ acquirenti di titoli Mps messi in vendita l’anno scorso dal Mef, ovvero Caltagirone e Milleri, quest’ultimo numero uno della Delfin.
Noi l’avevamo detto dal minuto uno: il Governo Meloni ha fatto il promotore, l’arbitro e il giocatore di un risiko in cui ha usato Mps, banca risanata negli anni scorsi con i soldi degli italiani, per favorire le cordate amiche Caltagirone e Delfin, consentendo a questi ultimi di usare la banca senese per scalare Mediobanca e, a cascata, Generali.
Il tutto in un’operazione di saldatura totale tra politica e finanza che definire rivoltante e odiosa sarebbe un eufemismo: il Mef ha collocato l’ultimo 15% di Mps alle cordate amiche di Caltagirone, Delfin, Bpm e Anima; ha affidato questo collocamento a Banca Akros, controllata da una delle beneficiarie della vendita, ovvero Bpm; dopo la conclusione dell’offerta di Mps su Mediobanca, come nuovo presidente di Mediobanca stessa è stato nominato Vittorio Grilli, fino a poco tempo prima capo europeo di Jp Morgan, la banca americana che ha assistito proprio Mps nell’offerta su piazzetta Cuccia; le Casse di previdenza vigilate dal Mef sono state coinvolte nel rastrellamento di azioni Mps e Mediobanca utili a sostenere la cavalcata di Caltagirone e Delfin. E si potrebbe continuare a raccontare intrecci e conflitti di interesse.
Oggi l’indagine della procura di Milano, per presunti aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, estesa ai suddetti banchieri-finanzieri, non può che chiamare in causa il Mef, il ministro Giorgetti e tutto il Governo, artefice ultimo dell’operazione.
Siamo di fronte a uno scenario da ‘furbetti del governino’. E su questo l’Esecutivo dovrà celermente venire in Parlamento a rispondere, come chiediamo da tempo”. Lo comunica in una nota Marco Pellegrini (M5S), componente della Commissione difesa e del Copasir.
