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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «BAGNINI, NAVE (M5S): TAR CONFERMA CHE FORMAZIONE NON PUO’ ESSERE OSTAGGIO DI BARELLI»

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11.40 - venerdì 6 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il senatore Luigi Nave del Movimento 5 Stelle ha commentato con soddisfazione la recente sentenza del TAR del Lazio che ha annullato il vincolo CONI per i corsi da bagnino, definendola una vittoria per la legalità e il pluralismo formativo.

“Per mesi abbiamo denunciato una manovra grave: una legge costruita su misura per Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia, presidente della FederNuoto e figura centrale in un evidente conflitto di interessi”, ha dichiarato Nave in un post su Facebook.

“Una norma che puntava a cancellare due realtà storiche e indipendenti come la FISA e la Società Nazionale Salvamento, concentrando la formazione dei bagnini nelle mani di un solo soggetto legato a doppio filo alla politica”, ha proseguito il senatore pentastellato.

“Una vera privatizzazione della sicurezza in mare e in piscina, mascherata da riforma. Io l’ho denunciato in Parlamento. Ho presentato un’interrogazione. Ho chiesto chiarimenti al governo Meloni. Silenzio assoluto”, ha aggiunto Nave.

Il parlamentare ha poi ricordato come la questione sia stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica: “Poi è arrivata la puntata di Report, che ha acceso i riflettori su quello che da mesi raccontavamo: un sistema opaco, costruito per creare un monopolio, escludendo chi da decenni forma bagnini con competenza, professionalità e riconoscimento internazionale”.

“E oggi arriva anche la sentenza del TAR del Lazio, che annulla il vincolo CONI per i corsi da bagnino e ristabilisce un principio fondamentale: la formazione al salvataggio non può essere ostaggio di interessi politici ed economici”, ha sottolineato Nave.

Il senatore ha evidenziato la portata della decisione del tribunale amministrativo: “Il TAR dà pienamente ragione a FISA e SNS. E smentisce clamorosamente il governo e la maggioranza. Questa è una vittoria per la legalità, per la sicurezza dei cittadini, per il pluralismo formativo. Ma soprattutto è la prova che denunciare serve”.

“Ora il governo non potrà più far finta di nulla. Ora Meloni dovrà spiegare perché ha coperto questa forzatura. Ora Barelli dovrà rispondere di un impianto normativo che non regge davanti ai giudici”, ha incalzato il parlamentare del M5S.

Nave ha concluso ribadendo la posizione del suo movimento sulla questione: “La sicurezza in acqua non è un affare privato. È un diritto pubblico. E noi continueremo a difenderlo. Dentro e fuori dal Parlamento”.

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