(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Quando si imposta una traiettoria di rientro dal deficit così violenta, in buona parte per assecondare il piano Rearm EU e spendere miliardi in armi, il risultato è inevitabile: una manovra vuota, senza politica industriale, senza investimenti, senza risposte alla crisi produttiva.
Per far quadrare i conti il governo ricorre a espedienti contabili, come l’anticipo forzoso delle tasse: ritenuta dello 0,5% nel 2028 e dell’1% dal 2029 sui pagamenti tra imprese e professionisti.
E colpisce anche il silenzio di Confindustria, di fronte a una manovra che toglie liquidità alle imprese, azzera gli incentivi e comprime la crescita.
Siamo al paradosso: il governo Meloni è più austero del governo Monti, dopo anni di campagna elettorale fondata su promesse di politiche espansive”.
Lo scrive in una nota la deputata M5S Chiara Appendino.
