Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ha scelto di essere presente ad Amendolara per rendere omaggio alle vittime di una tragedia terribile che rappresenta solamente l’aspetto più visibile di un sistema di sfruttamento disumano, inaccettabile in un Paese che si definisce civile nel 2026.
Esistono ancora soggetti che preferiscono voltarsi dall’altra parte, favorendo in questo modo tutti coloro che si arricchiscono sulle spalle di questi lavoratori.
L’esecutivo guidato da Meloni non ha adottato misure concrete per contrastare il fenomeno del caporalato, al contrario. Si passa dal tavolo specifico convocato sporadicamente ai decreti flussi che hanno finito per incrementare il lavoro irregolare, fino al mancato impiego delle risorse del Pnrr destinate al superamento dei ghetti.
Per questa ragione, l’annuncio della ministra Calderone riguardo a una intensificazione dei controlli suona ipocrita.
Il M5S ritiene necessarie azioni ben più incisive, a partire dall’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e dalla modifica della legge Bossi-Fini.
È indispensabile creare, anche attraverso il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, un sistema di controllo capillare sul territorio, con l’obiettivo di individuare e denunciare lo sfruttamento.
In una Repubblica democratica fondata sul lavoro, la schiavitù deve essere eliminata definitivamente.
Queste le parole dei parlamentari della delegazione M5S presenti alla manifestazione di Amendolara: Dario Carotenuto, capogruppo del M5S in commissione Lavoro alla Camera, Anna Laura Orrico e Vittoria Baldino.
