Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Vincenza Aloisio ha espresso un giudizio fortemente critico sull’operato del governo in materia sanitaria, denunciando una situazione di grave crisi che affligge il sistema pubblico a pochi mesi dalla conclusione della legislatura.
Secondo quanto riportato dai dati Agenas, la sanità pubblica italiana versa in uno stato di collasso che penalizza soprattutto i cittadini più vulnerabili, negando loro quello che dovrebbe essere un diritto costituzionale inviolabile: l’accesso alle cure. Il Decreto di riordino varato nel 2024 non ha prodotto gli effetti sperati, rivelandosi sostanzialmente inefficace.
I numeri parlano chiaro e descrivono una realtà allarmante: nei primi mesi del 2026 sono state registrate quasi 2 milioni di prestazioni sanitarie erogate in ritardo rispetto ai tempi previsti. Di queste, oltre 688mila riguardano esami diagnostici eseguiti fuori dai termini massimi stabiliti dalla normativa.
La situazione diventa ancora più critica se si considera che una prescrizione medica su due non riesce a trovare risposta nel sistema pubblico. Questo costringe i cittadini a due sole alternative: rivolgersi alla sanità privata sostenendo costi spesso insostenibili, oppure rinunciare completamente alle cure necessarie.
Il quadro si aggrava ulteriormente quando si analizzano le disparità territoriali, diventate ormai insostenibili. Il Mezzogiorno si trova in una condizione particolarmente critica, caratterizzata da una grave carenza di personale medico. Il rapporto tra operatori sanitari e popolazione in queste aree risulta addirittura dimezzato rispetto a regioni come l’Emilia Romagna.
La gestione dell’attuale maggioranza di centrodestra viene accusata di aver completamente bloccato lo sviluppo della sanità territoriale. Le Case della comunità operative a pieno regime sono appena un centinaio a fronte delle 1.715 previste dal piano nazionale. Ancora peggiore la situazione degli Ospedali di comunità, di cui risultano attivi solo pochissimi esemplari.
La senatrice Aloisio conclude il suo intervento chiedendo formalmente che il Ministro della Salute Schillaci riferisca in Aula sulla situazione, sottolineando come la salute dei cittadini italiani non possa essere ulteriormente sacrificata.
