Di Luca Franceschi
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Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli ha duramente criticato le politiche economiche del governo, definendo “inutili” le misure adottate sulle accise dei carburanti.
Secondo l’esponente pentastellato, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si è limitato a concedere al Paese “qualche settimana di ossigeno” attraverso quello che definisce un “finto taglio delle accise”, presentando la misura come se fosse una concessione o un favore agli italiani.
Patuanelli ha sottolineato che in realtà si tratta di una toppa temporanea e inefficace su un problema strutturale mai affrontato dal governo, evidenziando come i prezzi alla pompa restino comunque elevati nonostante gli interventi annunciati.
Il parlamentare ha proposto un intervento normativo immediato che preveda la sospensione straordinaria e temporanea del regime di liberalizzazione dei prezzi dei carburanti, introducendo un prezzo amministrato massimo.
L’esponente M5S ha accusato l’esecutivo di aver portato il Paese alla crescita zero in quattro anni, con la produzione industriale in calo e un’economia ferma, tutto nel tentativo di rimanere sotto il 3% nel rapporto deficit/PIL senza nemmeno riuscirci realmente a causa della mancanza di crescita.
Patuanelli ha evidenziato come altri Paesi europei quali Francia e Germania operino con livelli di deficit più alti per sostenere le proprie economie, mentre l’Italia continua con interventi spot, bonus temporanei ed elemosine fiscali di breve durata.
Il vicepresidente pentastellato ha espresso preoccupazione per quella che definisce una gestione dell’emergenza permanente da parte del ministro dell’Economia, privo secondo lui di strategia, visione e direzione chiara.
Particolarmente critica è stata la valutazione sulla politica dello sviluppo economico, descritta come caratterizzata da totale assenza di politica industriale, zero programmazione e nessuna prospettiva futura.
Patuanelli ha concluso affermando che questo governo manca di postura politica, credibilità internazionale e di un piano per il Paese, sottolineando come quando un esecutivo non ha un progetto chiaro, inevitabilmente sono sempre i cittadini a pagarne il prezzo.
