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GDF – GUARDIA DI FINANZA * «PADOVA: SEQUESTRATI 162 KG DI SOSTANZE STUPEFACENTI, 120 MILA EURO IN CONTANTI E 3 UNITÀ IMMOBILIARI. ARRESTATI 14 SOGGETTI»

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07.41 - martedì 23 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Padova

GdiF PADOVA: SEQUESTRATI 162 KG DI SOSTANZE STUPEFACENTI, 120.000 EURO IN CONTANTI E 3 UNITÀ IMMOBILIARI. ARRESTATI 14 SOGGETTI.

Al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito per la rilevanza dei fatti, si rende noto che le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova hanno portato a termine una operazione a contrasto del traffico di sostanze stupefacenti.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova e svolte dal Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Padova, hanno consentito di disarticolare una ramificata struttura criminale dedita al traffico di sostanza stupefacenti nel territorio di Padova e Provincia.

All’esito delle investigazioni, iniziate nel 2024, sono stati tratti in arresto, in più interventi e in flagranza di reato, 14 soggetti, mentre altri 17 sono stati deferiti a piede libero all’A.G..

Complessivamente, sono stati sottoposti a sequestro di 162 kg di sostanze stupefacenti e da taglio. Sequestrati anche circa 120.000 euro in contanti, armi (2 pistole e 1 katana) e 1 teaser.

Nel corso delle indagini, rivelatesi particolarmente complesse sia in relazione alle modalità di trasporto e stoccaggio della droga (che veniva consegnata tramite “corrieri” e stoccata in abitazioni private, spesso in locazione a soggetti incensurati) sia in relazione alle modalità di comunicazioni “cifrate” adottate dai membri del sodalizio, i finanzieri hanno acclarato l’esistenza di una fitta rete di “pusher” incaricata di rifornire le città di Padova (in particolare i quartieri Arcella, Guizza, Chiesanuova) Abano Terme, Monselice, Selvazzano.

Nel corso dell’operazione sono state adottate sofisticate tecniche di captazione e più tradizionali attività di osservazione e pedinamento, al fine di individuare tanto i locali di stoccaggio della sostanza stupefacente, quanto i responsabili del traffico illecito. Nei confronti di uno di essi, già tratto in arresto nel mese di giugno 2025 con 3 kg di cocaina e 15.000 euro in contanti, sono stati altresì svolti ulteriori approfondimenti di natura finanziaria, finalizzati all’aggressione patrimoniale dei proventi illecitamente accumulati, che hanno consentito di disvelare il sistema attraverso cui l’indagato riciclava i proventi della droga.

In particolare, il soggetto, risultato essere amministratore e socio unico di una società che gestisce sul territorio patavino due lavanderie “self-service”, faceva confluire i proventi della droga sui conti correnti aziendali allo scopo di confonderli con le attività lecite e costituire in tal modo la provvista necessaria per gli investimenti in beni mobili e immobili.

Nel lasso di tempo oggetto delle indagini che ha preceduto l’arresto del soggetto, pari a circa un anno, i finanzieri hanno registrato un anomalo aumento dei versamenti di contanti di oltre 100.000 euro sui conti correnti della società rispetto all’anno precedente, a fronte di modesti redditi dichiarati dalla società e dalla persona stessa.

I versamenti avvenivano in prossimità dell’acquisto di beni mobili e immobili (un appartamento, un locale commerciale ed un box, un SUV e una moto), da intestare alla società ovvero a prestanomi: per tale ragione, le operazioni sono state ritenute condotte autoriciclatorie dei proventi delle attività di spaccio, poste in essere con tali modalità al fine di ostacolarne concretamente la provenienza delittuosa.

Nei giorni scorsi, in esecuzione di specifico decreto emesso dal G.I.P. del Tribunale di Padova su richiesta della locale Procura della Repubblica, i finanzieri hanno da ultimo proceduto al sequestro di 3 unità immobiliari, del SUV e del valore equivalente della moto, nel frattempo ceduta a terzi.

Si evidenzia che il procedimento è in fase di indagini preliminari e che gli indagati devono ritenersi non colpevoli fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna.

Tali operazioni testimoniano l’intensificazione dell’azione repressiva portata avanti negli ultimi tempi dalla Procura della Repubblica e dalla Guardia di Finanza contro gli ambienti criminali dello spaccio di droga, che sempre più spesso vengono colpiti anche sotto il profilo patrimoniale attraverso il sequestro e la confisca dei beni ottenuti attraverso il reinvestimento del denaro di provenienza illecita.

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