(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Sono oltre 1.600 le lavoratrici e i lavoratori del Progettone che, ogni giorno, garantiscono servizi essenziali alla comunità trentina. Eppure il loro contratto, scaduto il 31 dicembre 2025, è ancora fermo. A denunciare la situazione sono Flai Cgil del Trentino, Fai Cisl e Uila Uil Trentino-Alto Adige Südtirol.
Curano il territorio, tengono aperti musei, biblioteche e castelli, lavorano negli ospedali, nelle Apsp e negli uffici pubblici. Indispensabili per il Trentino, da mesi aspettano il rinnovo del contratto e un adeguamento degli stipendi.
“La piattaforma per il rinnovo è stata presentata già nel novembre 2025. Sulla parte normativa il confronto con la Provincia ha portato alcuni risultati, ma sulla parte economica tutto è bloccato. Dopo mesi di rinvii e incontri annunciati ma mai convocati, i lavoratori attendono ancora risposte”.
Il problema riguarda soprattutto i salari. Molti lavoratori del Progettone percepiscono circa 1.000 euro al mese, mentre il costo della vita continua a crescere. “Non è più possibile chiedere a queste persone di garantire servizi fondamentali senza riconoscere loro un adeguamento economico”.
I sindacati lanciano quindi un appello alla Provincia: “Il Trentino investe sulla qualità del territorio, sul turismo e sulla cultura, obiettivi che si reggono anche sul lavoro quotidiano degli addetti del Progettone. È il momento di passare dalle parole ai fatti. Chiediamo lo sblocco immediato della trattativa e la convocazione urgente del tavolo per il rinnovo del contratto”.
