(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
TRASPORTI, ROSSO E FONTANA (FI): LO RUSSO MANDA IN ADOZIONE TORINO PER COPRIRE LA MANCANZA DI PROGRAMMAZIONE DELLE SUE GIUNTE
«Se per coprire le scale mobili della Metro 1 il Sindaco deve scherzare in radio chiedendo l’aiuto dei “benefattori”, allora il punto non è l’ironia: è la resa politica sulla gestione delle priorità». Lo dichiarano il senatore Roberto Rosso, segretario provinciale di Forza Italia Torino, e Marco Fontana, segretario cittadino.
«Se per il sindaco di Torino è “una priorità” la questione delle pensiline, e per noi lo sarebbe se governassimo, allora finanzi questa misura con scelte chiare, non con la questua elegante. Perché qui non stiamo parlando di abbellimenti: stiamo parlando di un servizio essenziale, con guasti e blocchi continui che da anni esasperano chi usa la metropolitana».
Rosso e Fontana ricordano che il Sindaco stesso ha indicato un costo per ogni copertura/pensilina tra 130 e 200 mila euro. «E allora facciamo due conti, quelli che in Comune dovrebbero fare prima di andare in onda e mettere in asta il trasporto pubblico: per le telecamere del controllo traffico Torino ha investito 1,5 milioni per 46 dispositivi. Tradotto: con quei soldi, invece di inseguire l’ennesimo “assalto elettronico”, si potevano già realizzare tra 7 e 11 coperture.
E se davvero vogliamo parlare di risorse, basta guardare agli incassi: le sanzioni legate alle telecamere sulle corsie riservate hanno generato circa 8,5 milioni di euro in un anno. Con un solo anno di quell’incasso si coprirebbero tra 42 e 65 scale (8,5 milioni diviso 200/130 mila). Altro che “adotta una pensilina”: basterebbe scegliere di destinare una quota a un’infrastruttura che serve ogni giorno migliaia di torinesi.
Il Comune nel 2025 ha incassato 56 milioni di euro di multe. Se anche solo un anno di quell’incasso fosse stato messo in priorità sul tema che oggi il Sindaco scopre, parliamo di 280–430 coperture potenzialmente finanziabili (56 milioni diviso 200/130 mila): numeri enormemente superiori al fabbisogno di cui si discute. Copriremmo ampiamente anche quelle della Linea 2 e di una possibile Linea 3.
Il partenariato pubblico-privato è una cosa seria quando è pianificato. Ma qui sembra l’amministrazione del “ci pensi qualcuno”. Torino non può diventare una città dove si chiede lo sponsor per far funzionare la metropolitana mentre le entrate da sanzioni crescono e le priorità vengono lasciate irrisolte come una scala mobile guasta da due anni» concludono i due azzurri.
