Di Luca Franceschi
///
Scuola, Dalla Chiesa (Fi), ‘”Cellulari e social vero male dei giovani, valutare divieti under 16”
“Il vero male che affligge i nostri giovani, spingendoli a compiere aggressioni inaudite contro coetanei e professori, affonda le radici nell’abuso dei cellulari e nell’isolamento dei social network”. Lo dichiara l’onorevole Rita Dalla Chiesa, deputata di Forza Italia, intervenuta alla trasmissione ‘Diario del Giorno’ su Rete 4.
“Ormai – spiega la deputata azzurra – assistiamo a scene surreali: ragazzi che tirano fuori un coltellino dal giubbotto e, prima ancora di colpire, iniziano a filmare la violenza per poi postarla su Telegram. Siamo di fronte a una totale dissociazione dalla realtà. Questo fenomeno nasce spesso da una preoccupante assenza di interlocutori in famiglia. Troppi bambini vengono abituati fin da piccolissimi, a usare lo smartphone come un babysitter elettronico. Un tempo i bambini a tavola si annoiavano, ma in quella noia si confrontavano con i sentimenti e con gli adulti”.
“I giovani vivono isolati in una bolla artificiale che i social amplificano a dismisura, facendola deflagrare tra manie di protagonismo, paure e fragilità esposte alla gogna dei commenti online. È una dinamica che ne sottolinea la profonda solitudine e che, troppo spesso, li spinge fino a gesti estremi”.
Dalla Chiesa sottolinea l’importanza del percorso normativo avviato dall’esecutivo e le proposte di legge in discussione in Parlamento: “Togliere i cellulari all’ingresso in classe è stato il primo, fondamentale passo compiuto dal Ministro Valditara, ma le cronache ci dimostrano che purtroppo non basta. Proprio per questo l’attenzione delle istituzioni è massima: penso ai diversi provvedimenti e disegni di legge all’esame delle Camere che puntano a stringere le maglie e a porre limiti rigorosi all’accesso alle piattaforme digitali da parte dei più giovani. Fosse per me, estenderei questi divieti proibendo l’accesso ai social ai minori di 16 anni.
È arrivato il momento di valutare interventi decisi per sottrarre questi ragazzi alla dipendenza digitale e riportarli, finché siamo in tempo, a una dimensione autenticamente umana”, conclude Rita Dalla Chiesa.
