Di Luca Franceschi
///
Referendum: Vignali (FI) “Occasione irripetibile per avere magistrati più autonomi e imparziali”
“Questo referendum è un’occasione irripetibile per dare al nostro Paese un sistema giudiziario più equilibrato ed autonomo. Domenica 22 e lunedì 23 andiamo tutti a votare sì.” Lo ha dichiarato il presidente del Gruppo Forza Italia bell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e membro della segreteria nazionale del partito azzurro. “Gli elettori devono guardare al merito di una riforma che onora il principio costituzionale del “giusto processo” dove accusa e difesa devono essere ad armi pari davanti a un giudice assolutamente terzo e imparziale – ha proseguito Vignali – Per questo giudice e pubblico ministero non devono più essere colleghi ma magistrati di due ordini diversi per cui esercitano funzioni diverse ed hanno carriere separate. Se un pubblico ministero può decidere della carriera, dello stipendio e del trasferimento di un giudice, quest’ultimo è per forza umanamente condizionato nell’esprimere il suo giudizio. Altro condizionamento da cui questa riforma costituzionale vuole liberare tutti i magistrati, con il sorteggio dei CSM e dell’alta corte di disciplina comunque tra figure selezionate per meriti e professionalità, è quello delle correnti politicizzate della magistratura. La vittoria del Sì inaugurerebbe una florida stagione di riforme volte ad affrontare alcune delle criticità strutturali del sistema giudiziario. Al contrario, una vittoria del No rafforzerebbe le dinamiche esistenti, ostacolando ogni intervento rivolto a migliorare i servizi della giustizia. Purtroppo, la campagna referendaria si è allontanata dai contenuti della riforma per diventare un agone politico eccessivo ed incattivito per la responsabilità principale del fronte del No. Alle questioni di merito sono state contrapposte le vicende del Governo nazionale, fin quelle legate alla guerra in Iran che nulla vi hanno a che fare. Le critiche sui contenuti sono state quasi sempre apocalittiche e capziose, in particolare quella per cui con questa riforma i pubblici ministeri saranno sottoposti al Governo ed il potere giudiziario schiacciato dal potere esecutivo. Non è scritto da nessuna parte, che si vuole arrivare a questo. Anzi, con questa riforma l’Italia si adegua alla netta separazione dei ruoli tra chi accusa e chi giudica che hanno tutte le altre democrazie liberali avanzate. Con essa ci liberiamo di un lascito del regime fascista che voleva un ruolo unico dei magistrati per poterli controllare meglio. Portiamo dunque a compimento quanto avevano delineato già negli anni 1980 illustri giuristi, garantisti, antifascisti ed eroi della Patria come Pisapia, Vassalli e Falcone. Votiamo sì.”
