(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Consiglio nazionale di Forza Italia, riunito a Roma il 5 marzo 2026, a poche settimane dal referendum con il quale i cittadini sono chiamati a confermare la riforma costituzionale approvata dal Parlamento per la riforma dell’ordinamento giudiziario
lancia un forte appello a tutti gli italiani a sostenere una svolta costituzionale che rafforza e non indebolisce la magistratura, che premia il valore dei singoli magistrati, sottraendoli al ricatto delle correnti organizzate, che garantisce ai cittadini un processo più equo nel quale chi accusa e chi difende siano davvero alla pari.
E’ una storica battaglia di Forza Italia voluta dal Presidente Berlusconi fin dal 1994, non contro la magistratura ma a favore della libertà e della sicurezza dei cittadini.
Troppi italiani negli anni sono stati vittime di storie di malagiustizia, migliaia di innocenti vengono incarcerati ogni anno, e un numero ancora più grande, pur evitando il carcere ha dovuto subire senza motivo processi lunghissimi, durati decenni, che hanno distrutto patrimoni, famiglie, reputazione, carriere.
Il processo è esso stesso una pena, che coinvolge non solo l’imputato, ma i suoi cari, le persone a lui vicine. Se l’imputato è innocente, nessun risarcimento basta a compensare una vita rovinata.
Per questo la giustizia deve essere efficiente ma soprattutto essere giusta. Le due cose sono complementari, non è efficiente una giustizia che non sa tutelare gli innocenti con lo stesso rigore con cui punisce i colpevoli.
Grandi giuristi e magistrati celebri di destra e di sinistra – da Giuliano Vassalli a Giovanni Falcone – hanno affermato un principio chiaro ed intuitivo.
Chi giudica dev’essere terzo, non può essere amico, collega, con interessi comuni con chi accusa né con chi difende. La figura del Giudice è per definizione diversa da quella delle Procure, quindi dell’accusa.
Le Procure devono trovare i colpevoli e farli condannare, i Giudici devono stabilire se il cittadino imputato sia colpevole o innocente. Sono funzioni istituzionalmente, giuridicamente, culturalmente diverse.
Non possono essere riunite e rese interdipendenti da un sistema correntizio basato su scambi di voti, di favori, di sostegno nelle carriere, basato su calcoli di potere o addirittura su appartenenze politiche.
Se un cittadino prima di affrontare un processo deve domandarsi qual è l’opinione politica del magistrato che lo giudicherà, allora viene meno il principio stesso del giusto processo e addirittura la funzione istituzionale dell’ordine giudiziario.
L’ indipendenza della magistratura per noi è sacra e questa riforma non soltanto non la indebolisce ma la rende un principio costituzionale. Ma indipendenza della magistratura significa prima di tutto indipendenza del singolo magistrato, che non può essere oggetto di pressioni politiche o di potere da parte delle correnti ideologizzate che si sono create in seno all’Associazione Nazionale Magistrati.
Per questo il sorteggio per la composizione dei futuri Consigli Superiori della Magistratura, che viene compiuto fra magistrati e solo fra magistrati, rompendo il potere delle correnti, rende ogni magistrato più libero e più indipendente.
Questa non è una riforma di parte, è una riforma che riguarda tutti gli italiani. Lo dimostrano i tanti magistrati, studiosi, esponenti politici di sinistra o comunque all’opposizione dell’attuale governo che la sostengono.
I partiti della sinistra cercano di trasformarla in un referendum sul governo. Facciamo appello a tutti gli italiani a non cadere in questa trappola. Il governo non è in gioco, qualunque sia l’esito del referendum. E’ in gioco invece la possibilità per gli italiani di vivere in un paese più sicuro, più garantista, più libero.
Se vincesse il No, conserveremmo un sistema che è stato ideato, voluto e messo in atto dal regime fascista, se vincerà il Sì l’Italia si allineerà a tutte le grandi democrazie dell’Europa e dell’Occidente.
L’Italia non può permettersi di perdere una grande occasione di giustizia e di libertà.
