(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Referendum, Forza Italia: “Riforma essenziale, oggi testimoni diretti di giustizia che non funziona ancora”
Testimonianze di Maurizio Bettazzi (assolto dopo 10 anni), Giovanni Bambagioni con la storia del babbo Silvano, Lorenzo Francesconi (dirigente ufficio comunale), Giovanni Valentini (imprenditore edile assolto).
Prato, 28 feb. – Massimo impegno di Forza Italia Prato per illustrare i punti cardine del referendum del 22 e 23 marzo sulla separazione delle carriere, sul Csm (con il sorteggio dei membri laici) e l’introduzione di un’Alta Corte disciplinare, grazie a un incontro stamani a Prato, nel quale sono stati approfonditi gli aspetti tecnici della riforma ma anche le conseguenze della malagiustizia sui cittadini.
“Questa è una riforma di libertà, per la democrazia, ispirata dal principio del garantismo, per una giustizia più indipendente, più efficiente, meno autoreferenziale – ha sottolineato l’On. Erica Mazzetti, deputata di Forza Italia -. A seguire dovranno essere introdotte ulteriori modifiche per una giustizia sempre più giusta, a partire dalla responsabilità civile dei magistrati”. “Nasce su impulso di Silvio Berlusconi, che ha subito 136 processi ed è stato assolto 135 volte. Non tutti possono resistere economicamente e psicologicamente come ha fatto lui; ecco perché spingiamo per una riforma che aiuta i più deboli. Lo dobbiamo, prima di tutto alle vittime”. “Non è una riforma contro la magistratura né contro i Pm né contro il governo di Centrodestra ma per i cittadini che devono avere certezza del diritto e maggiore libertà, riducendo il rischio di andare in carcere per errore, più efficienza, puntando a processi più rapidi, una magistratura meno politicizzata e, in generale, più certezze con regole certe per chi deve giudicare. Ricordo che la giustizia è un servizio pubblico e i cittadini devono sapere che verrà gestita in modo accessibile, rapido e affidabile”.
Dal canto suo, l’Avv. Marco Barone, presidente provinciale dell’Ordine degli Avvocati, ha invitato a “votare in base al merito di una riforma ordinamentale”, evitando la “politicizzazione” del referendum. “È opportuno far comprendere il significato vero della riforma e contrastare le tante fake news”, ha aggiunto Barone. “Già essere imputati da innocenti è una pena – ha sottolineato Barone – ancor di più subire una misura come la custodia cautelare”. Secondo i dati citati, “circa 1000 persone all’anno sono sottoposte a custodia cautelare ingiusta, con conseguenze sulle casse dello Stato italiano”, ha ricordato.
“Essere tutti ambasciatori del sì è il nostro compito perché non vi saranno, almeno a breve, nuove occasioni di riforma”: è stato, invece, l’invito da parte di Silvia Guarducci, coordinatrice comunale di Forza Italia Prato.
“Nella fase delle indagini preliminari – ha ricostruito l’On. Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Giustizia – c’è il massimo sbilanciamento, anche dal punto di vista sociale e dell’opinione pubblica, e la difesa praticamente non tocca palla”. “Un Pubblico Ministero, come Gratteri, divide persone perbene da una parte e indagati dall’altro: questo ci fa capire come molti Pm la pensino e perché occorra la riforma”. “Bisogna, invece, garantire il diritto alla segretezza delle comunicazioni, sancito dalla Costituzione, come nel caso delle intercettazioni, purché strettamente indispensabili”, ha ricordato Costa, che ha elencato anche i numeri delle proroghe indagini preliminari. “L’udienza preliminare – ha ricordato ancora – dovrebbe essere sempre di più un filtro”.
Ci sono state, inoltre, testimonianze di cittadini pratesi: Maurizio Bettazzi, già presidente del Consiglio comunale di Prato, accusato di corruzione e abuso d’ufficio e assolto – dopo 10 anni – “perché il fatto non sussiste” che per far conoscere la sua assoluzione ha dovuro scriverlo su cartelli pubblicitari stradali; Giovanni Bambagioni che ha ricostruito la vicenda, a suo dire, “paradigmatica” di Silvano Bambagioni; l’ing. Lorenzo Francesconi, già dirigente comunale; l’Architetto Giovanni Valentini che ricostruito la sua “emblematica” vicenda, che ha portato alla distruzione di una società importante, la Valore, fallita con fatturato milionario, con ampio dispendio di risorse pubbliche, con la perdita di soldi, immobili, progetti e posti di lavoro, oltre al danneggiamento irreparabile della reputazione delle persone coinvolte, che non hanno mollato; poi testimonianze di avvocati quali Michele Giacco che ha dato spunti per il prosieguo della campagna referendaria.
A moderare l’incontro Luigi Caroppo, caporedattore de La Nazione.
