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FI – FORZA ITALIA * CAMERA: «REFERENDUM, COSTA: “SCHLEIN E CONTE HANNO MEMORIA CORTA. DIMENTICANO QUANDO PD DEFINIVA CSM MERCATO DELLE VACCHE”»

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18.45 - domenica 15 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Referendum, Costa: “Schlein e Conte hanno memoria corta. Dimenticano quando Pd definiva Csm mercato delle vacche”
“Schlein e Conte hanno la memoria corta. Attaccano Nordio ma dimenticano che fu l’ex procuratore Roberti europarlamentare Pd a definire il CSM, quello di Palamara, “mercato delle vacche”. Sono cambiate molte cose da allora, ma questo CSM, in questa consiliatura è arrivato al punto di considerare fatto di ‘scarsa rilevanza’ talune pratiche altamente scorrette proprio risalenti all’era Palamara”.
Lo dichiara in una nota Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Giustizia.
“Si rileggessero tutti la sentenza 41 del 2023 della sezione disciplinare nella quale è stata assolta per scarsa rilevanza del fatto la presidente di un Tribunale che suggeriva nomine correntizie al consigliere Palamara. Questa Presidente scriveva a Palamara raccomandando i magistrati con l’aggettivo possessivo “nostra” (intendendo la comune appartenenza correntizia) o chiarendo “e dei nostri” o perorando così la causa di un collega: “Questa nomina è vissuta come un braccio di forza con mi è perdere ci squalificherebbe”. Ebbene queste ed altre raccomandazioni di analogo tenore sono state considerate da questo Csm di “scarsa rilevanza” perché “prive di una sostanziale offensività. Quella Presidente di Tribunale è stata non solo assolta, ma dopo qualche tempo promossa a Presidente di Corte d’Appello. Una sentenza manifesto. Tutti dovrebbero leggerla per rendersi conto del livello di rigore di questo CSM “, aggiunge.
“Questo CSM ha poi assegnato a tutti i magistrati, anche a quelli responsabili di enormi flop giudiziari la valutazione professionale positiva (99% di valutazioni positive), ha nominato molti capi degli uffici giudiziari sulla base di accordi tra correnti (giungendo al punto di rivendicare orgogliosamente la grande percentuale di votazioni all’unanimità)”, sottolinea.
“Non si rendono conto che hanno la responsabilità delle carriere di chi può togliere la libertà, decidere cause milionarie e su altre questioni delicatissime. Per loro è rilevante solo la tessera di corrente. Le correnti sono l’inquinamento velenoso della giustizia italiana, perché portano a capo di tribunali e procure non i più bravi, ma i loro protetti, pure se sono incapaci”, conclude.

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