(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Referendum, Costa: “Noi entriamo nel merito, fronte del No evita confronto”
“Oggi è una giornata triste perché, mentre noi siamo qui a spiegare nel merito perché la riforma della giustizia ci convince punto per punto, presentando un vademecum con domande e risposte, altri cercano di spostare la data del referendum. È la fotografia di due approcci opposti: chi entra nel merito e chi prova a sottrarsi al confronto”.
Lo ha detto Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera, intervenendo alla conferenza stampa degli azzurri alla Camera per presentare un vademecum con le ragioni del Si’ al referendum sulla giustizia.
“La riforma costituzionale si fonda su tre pilastri: la separazione delle carriere, la riforma dei Consigli superiori della magistratura e l’istituzione dell’Alta Corte. Con il vademecum affrontiamo in modo puntuale le questioni centrali: cosa cambia con la separazione delle carriere, perché servono due CSM, come saranno composti e presieduti, come restano garantite autonomia e indipendenza di giudici e pubblici ministeri e perché il PM non viene indebolito”, ha spiegato.
“Il dibattito promosso dal fronte del No appare sempre più contraddittorio: c’è chi parla di un PM ‘super poliziotto’ e chi, al contrario, sostiene che il Sì produca magistrati deboli. Tesi opposte che si annullano a vicenda e che dimostrano come la nostra linea sia l’unica chiara: il pubblico ministero non cambia funzioni, anzi rafforza la propria professionalità grazie a una formazione specifica”, ha spiegato Costa.
“Accanto al vademecum abbiamo predisposto un decalogo di dieci garanzie fondamentali che questa riforma assicura: l’autonomia e l’indipendenza della magistratura; la parità effettiva tra accusa e difesa; la terzietà e l’imparzialità del giudice, distinto dalle parti del processo a tutela del cittadino; una formazione specifica dei pubblici ministeri basata sulle migliori tecniche di indagine per prevenire la malagiustizia; la nomina e la valutazione dei magistrati in base a merito, capacità e risultati e non all’appartenenza alle correnti; la responsabilità per gli errori, con effetti sulla carriera; l’autonomia dei consiglieri del CSM dai condizionamenti correntizi; una guida equilibrata dei due CSM affidata al Capo dello Stato; e giudizi disciplinari demandati a un’Alta Corte indipendente, immune dall’influenza delle correnti”, ha concluso.
