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FI – FORZA ITALIA * CAMERA: «GIUSTIZIA, COSTA (FI) PUBBLICA 100 STORIE DI INGIUSTE DETENZIONI. ” RAPPRESENTANO I 100MILA ARRESTATI INGIUSTAMENTE DAL 1992 A OGGI. MA IL CSM PROMUOVE IL 99% DEI MAGISTRATI”»

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19.35 - mercoledì 14 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Giustizia, Costa (FI) pubblica 100 storie di ingiuste detenzioni. ” rappresentano i 100mila arrestati ingiustamente dal 1992 a oggi. Ma il CSM promuove il 99% dei magistrati”

“Dal 1992 ad oggi sono state almeno 100mila le persone innocenti ingiustamente arrestate: 100mila vite stravolte e nessuno che ne risponde. Alle 32.262 persone che hanno ottenuto la riparazione per ingiusta detenzione (conteggiate grazie all’impegno dell’associazione errori giudiziari.com) vanno aggiunti gli innocenti a cui il risarcimento è stato respinto – per una giurisprudenza che rigetta oltre il 50% delle domande – e i tanti che non hanno nemmeno presentato richiesta.
A queste occorre aggiungere quelle che non hanno ottenuto il risarcimento per una giurisprudenza vergognosa e quelle che non hanno presentato domanda per mancanza di fiducia, di assistenza legale o per semplice rinuncia. Ottimisticamente, con questa valutazione, si arriva a 100.000 casi di persone arrestate ingiustamente”.
Lo ha detto Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Giustizia, nel corso della presentazione del testo “Alle 4 del mattino, storia di vite stravolte”, insieme a Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e coordinatore di Forza Italia per la campagna per il Sì al referendum, Pierantonio Zanettin, capogruppo FI in Commissione Giustizia al Senato, l’Avv. Giandomenico Caiazza, presidente del Comitato Sì Separa, la Sen. Francesca Scopelliti, presidente del Comitato Cittadini per il Sì, l’Avv. Francesco Petrelli, presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, e l’Avv. Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Einaudi.
Nella pubblicazione – ha spiegato Costa – sono raccolte 100 storie, tratte dalla stampa locale e nazionale, che raccontano libertà ingiustamente privata, famiglie spezzate, lavoro perduto e reputazione rovinata: casi spesso poco noti, perché la malagiustizia colpisce soprattutto i più deboli”. “Nessuno ha risposto delle ingiuste detenzioni né dei gravi errori giudiziari commessi e per questo motivo ho deciso di realizzare questa raccolta su un tema delicatissimo, non molto dibattuto, ma che impatta sulla vita di chi finisce nel vortice giudiziario senza colpe”.
Costa ha posto l’accento anche sulle forti differenze tra i tribunali, perché in alcuni le ingiuste detenzioni risultano rarissime, mentre in altri se ne contano centinaia ogni anno, con esborsi milionari. “Chi chiede e chi concede gli arresti risponde mai?”. In Italia – ha denunciato – non si “riavvolge il nastro”: niente approfondimenti e nessuna sanzione, perché le ingiuste detenzioni vengono considerate conseguenze collaterali delle indagini e chi le subisce deve accontentarsi del risarcimento. Se un Sindaco facesse spendere così tanti soldi allo Stato avrebbe la Corte dei Conti sotto casa”, mentre per i magistrati si ricorda soltanto una condanna contabile (un caso a Salerno, circa 10 mila euro). Le condanne per responsabilità civile – ha aggiunto – sono state 15 in 15 anni e la responsabilità disciplinare è sostanzialmente nulla.
Costa ha voluto infine sgombrare il campo da possibili equivoci: “Non dico che ogni ingiusta detenzione registri una responsabilità, ma quando gli errori si ripetono è evidente uno schema disinvolto, nella consapevolezza che pagherà solo lo Stato”. Inoltre, questi errori non incidono sulle valutazioni del CSM, positive per il 99% delle toghe. “Una situazione indegna: finché non ci sarà un’indignazione complessiva tanti innocenti continueranno a perdere la libertà nel silenzio generale”.
Secondo Costa, i numeri dimostrano anche un ulteriore elemento critico: il Consiglio Superiore della Magistratura dovrebbe valutare la professionalità dei magistrati anche in base all’esito degli atti nei successivi stati e gradi di giudizio. “Se io arresto qualcuno e questo viene assolto, si dovrebbe approfondire l’iter che ha portato a quell’esito. Purtroppo non succede, altrimenti non ci sarebbe il 99% di valutazioni positive”.
“Ho provato a introdurre questo criterio di valutazione – ha aggiunto – ma il CSM, con una sola astensione, ha approvato una circolare che ha bloccato questa iniziativa di buon senso”. Costa ha infine richiamato i dati sulla custodia cautelare: “Al 31 dicembre i detenuti in custodia cautelare erano 15.273 su circa 63 mila detenuti e molti di questi saranno assolti: circa 9.332 sono in attesa di primo giudizio”.
“In quest’ottica, ritengo che un Paese civile debba assegnare risorse, strutture e finanze per svolgere bene le indagini e chiamare le persone a rispondere. Ma deve garantire anche un’altra cosa: se una persona risulta innocente, deve poterne uscire indenne dal punto di vista dell’immagine, della credibilità e della reputazione”.

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