Di Luca Franceschi
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Giustizia: Costa, 226mila assolti in due anni, serve un filtro vero per evitare sofferenze inutili
“Purtroppo la giustizia è spesso stata percepita come distante dai cittadini. In realtà — oltre a rappresentare una colonna del nostro sistema costituzionale — garantisce che il più forte non calpesti il più debole. Per questo è fondamentale che ciascuno partecipi e ne conosca le dinamiche, al di là delle proprie convinzioni”. Lo ha dichiarato Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Giustizia, intervenendo alla conferenza stampa “Verso il referendum” che si è svolta al Senato.
“Un manifesto della nostra battaglia sono le 226.000 persone che, nell’ultimo biennio, sono state assolte in primo grado. Sono convinto che, con un filtro affidato a un giudice forte e realmente libero già nella fase delle indagini, solo 50-60.000 di loro sarebbero arrivate a processo. Tutte le altre non avrebbero dovuto affrontarlo, anche perché oggi esiste già una norma chiara: si manda a processo una persona solo quando vi è una ragionevole previsione di condanna. Questo non rappresenta soltanto una sofferenza per chi subisce un processo che non sarebbe nemmeno dovuto iniziare, ma è anche un problema per i tribunali, intasati da procedimenti che non dovrebbero essere celebrati. Così si rallentano i veri processi — quelli in cui ci sono davvero elementi per giudicare — impedendo loro di procedere con la necessaria rapidità. Un secondo punto fondamentale che al CSM si deve decidere in base al merito, non alla tessera di corrente. E serve anche responsabilità: il magistrato che sbaglia, come ogni cittadino, deve risponderne. Oggi lo Stato paga risarcimenti senza mai “riavvolgere il nastro” per capire se vi siano stati errori o se si tratti di situazioni non imputabili a nessuno. Un ringraziamento va a tutti coloro che si sono impegnati con passione e agli amici che hanno subito sulla propria pelle le conseguenze di questo ingranaggio giudiziario: veri testimoni delle vicende della giustizia. Hanno fatto comprendere ai cittadini che ciò che è accaduto a loro era inatteso e potrebbe accadere a chiunque”, ha concluso.
