Di Luca Franceschi
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L’intelligenza artificiale rappresenta una trasformazione senza precedenti che sta ridefinendo i processi, i mercati e i modelli di produzione. Tuttavia, non deve essere vista come una minaccia, bensì come un’opportunità da saper governare consapevolmente. Secondo il senatore Luca De Carlo, presidente della commissione Industria, Turismo, Commercio, Agricoltura e produzione Agroalimentare in Senato, l’IA non sostituirà gli elementi fondamentali che rendono grande il Made in Italy, quali il valore umano, la creatività, il gusto e la maestria artigianale, ma potrà diventare un alleato prezioso se utilizzata nel rispetto della cultura produttiva italiana. De Carlo ha illustrato questi concetti durante il Forum dal titolo “Harnessing Artificial Intelligence Digitalization and data governance for food security and nutrition” tenutosi presso la sede romana del World Food Programme.
L’amministrazione Meloni ha posto al centro della propria agenda politica la sovranità alimentare, intesa come il diritto delle comunità di sviluppare e proteggere il proprio modello produttivo e il proprio sistema alimentare. In questo contesto, il settore agroalimentare assume un’importanza crescente non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto per quanto concerne la sicurezza alimentare. L’obiettivo del governo è garantire cibo di qualità, salubre e accessibile economicamente a tutta la popolazione.
Coerentemente con questi principi, il governo Meloni ha condotto una battaglia contro la produzione di carne sintetica coltivata in laboratorio, contro i cibi ultra processati e contro i sistemi di etichettatura che risultano fuorvianti, come il Nutriscore, o eccessivamente allarmistici, come i health warning. Queste scelte riflettono la volontà di tutelare sia i consumatori che il modello produttivo nazionale.
Per lo sviluppo del comparto agricolo italiano, grazie all’impegno costante del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, è stato avviato un programma di investimenti che supera i 16 miliardi di euro, una cifra che rappresenta lo stanziamento più consistente nella storia della Repubblica in questo ambito. Tale programma ha come fulcro il rafforzamento delle filiere nazionali e la promozione dell’innovazione tecnologica.
Tra le iniziative concrete nel campo dell’intelligenza artificiale, De Carlo ha ricordato i progetti sviluppati dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste in collaborazione con l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, focalizzati sull’analisi predittiva e sul telerilevamento mediante satelliti e droni per il monitoraggio delle colture. Altrettanto rilevante è l’impulso dato alla ricerca applicata del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, con lo sviluppo delle Tecniche di Evoluzione Assistita, campo in cui l’Italia è stata il primo paese europeo ad avviare la sperimentazione.
Con la medesima visione strategica, il governo ha concepito il Piano Mattei, un’iniziativa destinata a sostenere lo sviluppo dei paesi meno sviluppati attraverso un modello di cooperazione basato sulla parità e non su logiche assistenzialiste. Si tratta di un innovativo sistema di partenariato tra l’Europa e l’Africa incentrato sul settore agroalimentare, dove l’Italia mette a disposizione le proprie competenze e le tecnologie più avanzate per favorire la crescita economica locale in sinergia con i governi africani.
Secondo De Carlo, per realizzare pienamente il potenziale dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione nel settore agroalimentare sarà essenziale rafforzare la cooperazione tra istituzioni governative, organizzazioni internazionali, comunità scientifica, imprese private, società civile, organizzazioni rappresentative dei produttori e comunità locali. Solo attraverso una collaborazione strutturata tra questi attori sarà possibile costruire sistemi agroalimentari che siano contemporaneamente più resilienti, equi e sostenibili.
