Di Luca Franceschi
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Secondo la senatrice di Fratelli d’Italia Paola Mancini, componente della commissione Lavoro, il welfare aziendale rappresenta la strada più efficace per generare percorsi virtuosi nel mercato del lavoro, a beneficio sia dei lavoratori che delle imprese stesse. La sua dichiarazione è giunta nel corso di un convegno svoltosi al Senato, promosso su sua iniziativa, dedicato al tema “Il welfare che cambia il lavoro. Nuove misure per rispondere ai bisogni di lavoratori e PMI”.
Nel suo intervento, Mancini ha sottolineato come il recupero del potere d’acquisto di salari e stipendi risulti strettamente correlato all’incremento di produttività. In questa prospettiva, gli strumenti di welfare aziendale si configurano come il percorso più appropriato per apportare vantaggi concreti e immediati, anche sotto il profilo economico, a ogni lavoratore occupato.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il contributo del welfare nel contrastare la crisi demografica, fenomeno che l’Italia sta affrontando con conseguenze significative anche sulla proiezione futura del PIL. La senatrice ha identificato nella maggior inclusione delle donne nel mercato del lavoro la soluzione più realistica a questo problema. Attualmente, la percentuale di donne italiane tra i 15 e i 64 anni che svolgono un’attività lavorativa si attesta al 53%, collocando l’Italia in posizione arretrata rispetto alle statistiche europee.
Mancini ha evidenziato come il basso tasso di occupazione femminile sia frequentemente associato a carichi di cura familiari, insufficienza di servizi per l’infanzia e una più elevata incidenza di contratti part-time. Solo mediante una risposta coerente, urgente e strutturata in termini di welfare è possibile invertire questa tendenza nei tempi necessari.
La senatrice ha quindi proposto l’adozione di una visione più moderna e integrata del modello di welfare nazionale, perseguendo due obiettivi interconnessi: rafforzare ed espandere i modelli di welfare aziendale che garantiscono benefici diretti e immediati ai lavoratori e alle loro famiglie, nonché assicurare che il welfare aziendale rientri pienamente tra le misure di politica industriale, al fine di generare autentico valore aggiunto in termini di produzione e produttività.
Secondo Mancini, il momento presente richiede di superare ogni forma di resistenza, poiché gli strumenti di welfare aziendale costituiscono il metodo più immediato per portare miglioramenti e maggior benessere nel mondo del lavoro, con conseguenti effetti positivi sul sistema produttivo.
L’impegno necessario deve essere reciproco: da parte del Governo, come dimostrato attraverso le misure attuate negli ultimi anni, vi è un sostegno convinto, al quale deve aggiungersi il contributo delle parti sociali, ciascuna secondo le proprie competenze specifiche. È però fondamentale garantire che la visione di welfare strutturato si traduca in uno strumento di competitività accessibile, evitando che venga percepito come una nuova complessità.
La semplificazione normativa emerge quindi come fattore decisivo per consentire alle imprese di ogni dimensione di attivare una delle leve di crescita più efficaci disponibili oggi, quale appunto il welfare aziendale.
