(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Vorrei unirmi alla gioia di riavere in Patria Alberto Trentini, Mario Burlò e Luigi Gasperin. Ringrazio il governo Meloni, e in particolare il ministro Tajani e il sottosegretario Silli, per aver sempre lavorato, con ogni strumento disponibile e con grande riserbo a tutela delle trattative. Ci auguriamo che presto siano rilasciati tutti gli altri prigionieri politici del regime venezuelano”.
Così in Aula la senatrice Cinzia Pellegrino, capogruppo di Fratelli d’Italia nella Commissione straordinaria per i Diritti Umani, durante la dichiarazione di voto sull’informativa del ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani.
“Ricordiamo, a proposito del Venezuela, le sue commistioni con altre dittature – prosegue -: ad esempio Cuba, principale alleato di Caracas, con cui ha un rapporto fondato su petrolio soprattutto di intelligence, con i funzionari cubani messi nei principali porti aeroporti e Ministeri di Maduro. E poi i legami con la Cina – osserva ancora la parlamentare di FdI -, che ha concesso 60 miliardi di dollari di prestiti ripagati anche essi con forniture di petrolio. Così come legami sono esistenti con la Russia, che l’ha sempre supportata in sede Onu. E soprattutto l’Iran: ai gruppi terroristici di Hezbollah il chavismo e poi Maduro hanno concesso impunita sul proprio suolo, tanto da far loro gestire dal Venezuela tutta una serie di affari legati a droga, armi e militanza antioccidentale.
In questo quadro – spiega la Pellegrino – si sveglia il 5 gennaio scorso la Cgil per indire una manifestazione che chiede di riportare Maduro a fare il Presidente. Vorrei ricordare a Landini – continua – di studiare prima di rilasciare interviste: il ‘SuperBigote’ non è stato eletto, ha perso le elezioni, così come ampiamente dimostrato, dati alla mano, dalle opposizioni venezuelane. Quindi non è un presidente legittimamente eletto dal popolo: il vero golpe lo ha fatto lui bruciando il verdetto delle urne. E che brutto spettacolo quanto tal Aimone Spinola ha minacciato gli esuli venezuelani a Roma. Quelle persone accusate di essere dei vigliacchi perché fuggiti dal proprio Paese sono scappate perché rischiavano la vita o la fame. È stato valicato un limite che nessuno si sarebbe mai dovuto permettere di valicare.
Fratelli d’Italia, a differenza di altri, non è mai stata, non è e non sarà mai la groupie di un dittatore, ma sempre dalla parte della democrazia e della libertà, che ci auguriamo presto tornino a splendere sotto il tricolore di Caracas”, conclude la Pellegrino.
