Di Luca Franceschi
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Ilaria Salis continua a celarsi dietro giustificazioni poco convincenti, mostrandosi inadeguata dal punto di vista istituzionale. L’eurodeputata di Avs ha inizialmente smentito qualsiasi legame sentimentale con il suo assistente Ivan Bonnin, il quale risulta avere precedenti penali. Tuttavia, un’indagine giornalistica ha portato alla luce un dettaglio che appare particolarmente sospetto: un cambio di residenza che coincide temporalmente con un intervento della polizia.
Secondo quanto emerso, l’esponente della sinistra parlamentare europea, già collegata alla cosiddetta “banda del martello”, risultava residente fino a marzo 2026 presso il medesimo domicilio di Bonnin. Il 29 marzo, tuttavia, la Salis ha trasferito la propria residenza in un’altra location. Questo spostamento risale a poche ore dopo che gli agenti di polizia hanno effettuato una perquisizione presso una struttura alberghiera, luogo in cui la deputata è stata rinvenuta in compagnia del suo collaboratore.
La questione solleva interrogativi sulla conformità ai regolamenti dell’Istituzione di cui la Salis fa parte. Il regolamento dell’Europarlamento stabilisce chiaramente che è vietato ai deputati assumere nel proprio staff persone con le quali intrattengo una relazione stabile, quale potrebbe essere il caso di un coniuge o di un partner. Il cambio di residenza effettuato dalla Salis potrebbe configurare una violazione di tale normativa, accanto alle altre questioni controverse che caratterizzano il suo operato.
Secondo Raffaele Speranzon, vicepresidente vicario dei senatori di Fratelli d’Italia, l’eurodeputata dovrebbe fornire spiegazioni chiare su questi fatti, dimostrando la necessaria dignità nel rispondere alle accuse mosse nei suoi confronti da più parti.
