Di Luca Franceschi
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Il vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia in Senato, Raffaele Speranzon, ha sottolineato come l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni rappresenti un cambio di rotta significativo per l’Italia in ambito europeo. Secondo Speranzon, il governo non assume un atteggiamento di subordinazione nei confronti delle istituzioni comunitarie, ma si presenta invece con fermezza per promuovere un’Europa costruita su nazioni forti che sappiano difendere i propri interessi contro la burocrazia eccessiva e le scelte ideologiche ritenute controproducenti.
L’esponente di FdI ha rimarcato che l’Italia, sotto la guida della maggioranza di governo, ha optato per una strategia basata sulla responsabilità e sulla difesa dell’interesse nazionale. Speranzon contrappone questa scelta alla posizione della sinistra, accusando quest’ultima di aver abbandonato le battaglie tradizionali per la giustizia sociale e per un ambientalismo concreto, prediligendo invece un approccio legato all’ideologia globalista e alle politiche del green deal.
Il governo Meloni, prosegue Speranzon, ha invece intrapreso un percorso caratterizzato dal rilancio del settore del lavoro e della produzione, dalla riduzione della pressione fiscale e da investimenti strategici nel campo della sicurezza. Quest’ultimo aspetto viene indicato come fondamentale, poiché considerato prerequisito indispensabile per stimolare la ripresa economica del paese.
Nel suo intervento in aula, il vicepresidente vicario ha evidenziato un paradosso che emerge nel dibattito pubblico attuale. Gli investimenti sulla sicurezza incontrerebbero opposizione non soltanto dalla sinistra, che si proclama pacifista, ma anche da soggetti che si identificano con l’area di destra. Speranzon ritiene che questo atteggiamento, sebbene professato come conservatore, finisca per essere funzionale agli interessi della sinistra, determinando un corto circuito ideologico nel panorama politico.
Per queste motivazioni, Speranzon ha dichiarato il voto favorevole di Fratelli d’Italia sulla risoluzione di maggioranza presentata in Senato.
