Di Luca Franceschi
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Il senatore Franco Zaffini, presidente della Commissione Sanità del Senato e esponente di Fratelli d’Italia, ha sottolineato come i dati sanitari rappresentino una risorsa collettiva fondamentale per affrontare le future sfide del sistema sanitario italiano ed europeo. Nel corso dell’inaugurazione della seconda edizione di Data Summit a Roma, il convegno dedicato alla governance dei dati della salute, Zaffini ha evidenziato l’importanza di promuovere un dibattito costruttivo sul futuro della gestione dei dati sanitari, in particolare in vista dell’entrata in vigore dello spazio comune europeo dei dati sanitari prevista per il 2029.
Sebbene i dati sanitari siano difficili da concettualizzare, secondo il presidente della Commissione costituiscono uno strumento essenziale per rispondere a sfide concrete e ben note, le cui conseguenze però non sempre vengono pienamente comprese. Tra le principali questioni da affrontare figura l’invecchiamento della popolazione, ormai una realtà strutturale che incide significativamente sui bilanci delle aziende sanitarie e sull’organizzazione complessiva del sistema sanitario nazionale.
Zaffini ha inoltre evidenziato la necessità di un cambio culturale fondamentale: il passaggio da un modello centrico sulla malattia a un approccio incentrato sulla persona, che privilegi la prevenzione e richieda l’utilizzo di dati longitudinali. Per concretizzare questa transizione, il senatore ha proposto l’istituzione di un osservatorio permanente capace di raccogliere le migliori esperienze di gestione dei dati e di intelligenza artificiale implementate dalle aziende sanitarie, dalle università e dagli enti di ricerca, al fine di diffondere le pratiche che dimostrano maggiore efficacia.
Un elemento cruciale della strategia delineata da Zaffini riguarda il coinvolgimento di tutti gli stakeholder interessati, inclusi pazienti, medici, imprese e istituzioni, secondo regole chiare e condivise. Il presidente ha ribadito che la gestione dei dati sanitari non ammette soluzioni di compromesso, poiché l’intero ecosistema dei dati è orientato esclusivamente all’interesse dei cittadini, mirato a prevenire le patologie e a garantire una vita in salute.
La gestione del cambiamento richiede inevitabilmente l’utilizzo strategico dei dati. A questo proposito, Zaffini ha ricordato che l’Italia, grazie a una legge ad hoc approvata dalla Commissione da lui presieduta, si è dotata di un impianto normativo sull’intelligenza artificiale strettamente collegato alla protezione della riservatezza e della sicurezza dei dati, elemento particolarmente critico quando si tratta di informazioni sanitarie di natura sensibile.
Il senatore ha ribadito che i dati rappresentano una risorsa collettiva che appartiene allo Stato. Secondo Zaffini, l’Italia, sotto la guida del governo Meloni e grazie all’impegno del sottosegretario all’innovazione tecnologica Alessio Butti, si posiziona in vanguardia rispetto agli adempimenti previsti per il termine di marzo 2029, data entro la quale dovrà entrare in vigore il relativo regolamento europeo. L’obiettivo finale rimane quello di trasformare la longevità della popolazione in longevità in salute, attraverso l’utilizzo intelligente e consapevole dei dati disponibili.
