Di Luca Franceschi
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La riforma dei reati agroalimentari recentemente approvata rappresenta un passaggio decisivo per la tutela di uno dei pilastri fondamentali dell’economia e dell’identità nazionale italiana. Mediante questo intervento normativo vengono rafforzati in modo concreto gli strumenti di contrasto alle frodi e alle contraffazioni, fenomeni che causano danni significativi alle imprese oneste, alterano gli equilibri del mercato e rappresentano una minaccia per la sicurezza dei consumatori.
L’iniziativa ha beneficiato del lavoro svolto dal Governo e dell’impegno specifico del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, nel rafforzare la protezione del comparto agroalimentare italiano.
La riforma introduce nuove fattispecie di reato e inasprisce il sistema sanzionatorio, consentendo di colpire con maggiore incisività le organizzazioni che operano nel settore dell’agropirateria. Parallelamente, il potenziamento dei controlli e il miglioramento del coordinamento tra le istituzioni garantiscono una vigilanza più capillare lungo l’intera filiera produttiva.
Proteggere il Made in Italy nel settore agroalimentare significa garantire la salvaguardia del lavoro dei produttori nazionali, valorizzare la qualità delle eccellenze italiane e assicurare trasparenza ai cittadini consumatori. L’azione portata avanti dall’esecutivo procede nella direzione corretta: rafforzare un comparto strategico e proiettarlo con solidità nei mercati sia nazionali che internazionali.
Il sostegno alle iniziative volte a garantire legalità, qualità e sicurezza nel settore agroalimentare continuerà, consapevoli che da questi fattori dipende una porzione rilevante della credibilità e della competitività complessiva del Paese.
Così si è espresso il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presidente della 5a Commissione Bilancio e programmazione economica.
