Di Luca Franceschi
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Il question time al Senato di ieri ha ribadito ancora una volta la solidità, la lucidità e la visione strategica caratteristiche dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. La Presidente ha illustrato con chiarezza l’indirizzo politico del Governo, senza nascondersi di fronte alle difficoltà e alle sfide geopolitiche che stanno mettendo a dura prova non solo l’economia italiana, ma quella di tutta Europa. Tuttavia, come opportuno ricordare, l’Italia può contare su un Governo orientato al fare concreto piuttosto che su un esecutivo basato su provvedimenti assistenziali e semplici comunicazioni.
L’amministrazione Meloni sta tracciando la strada giusta per il Paese attraverso una serie di riforme strutturali. Tra i provvedimenti più significativi figurano il taglio del cuneo fiscale, la riforma fiscale complessiva, il decreto primo maggio che contrasta i contratti pirata e promuove il salario giusto, nonché la Zes Unica per il Sud. L’orizzonte strategico dichiarato è quello di difendere le famiglie, le imprese e il lavoro italiano mediante politiche concrete e orientate al lungo periodo, come il nuovo Piano Casa e l’annuncio di una legge delega sul nucleare.
Le polemiche emerse nel dibattito parlamentare di ieri testimoniano uno stato di frammentazione nelle opposizioni, che appaiono divise tra posizioni che legittimanale manifestazioni illegali e critiche dai toni superficiali rivolte alla Presidente. Al contrario, la realtà descritta da Meloni è sostenuta da dati verificabili e oggettivi: gli occupati stabili hanno registrato un incremento mentre i posti di lavoro precari sono diminuiti; il tasso di disoccupazione è sceso; il rapporto deficit-Pil è calato dall’8,1 al 3,1%; inoltre, la popolazione a rischio povertà ha subito una riduzione, mentre l’Istat classifica come stabile il numero di coloro in povertà assoluta.
La Presidente ha offerto una nuova lezione di governo politico alle opposizioni, mostrando come amministrare un Paese nell’interesse effettivo dei cittadini. Tale efficacia è certificata non soltanto dal consenso e dal sostegno che il Governo riceve dalla popolazione italiana, ma anche dai mercati finanziari: lo spread è sceso a 75 punti base ieri ed è proseguito il ribasso raggiungendo 73,6 punti oggi. In definitiva, di fronte alle critiche ironiche delle opposizioni e all’agenda economica strutturata dalla premier Meloni, gli investitori internazionali scelgono chiaramente quest’ultima, esprimendo fiducia attraverso le loro decisioni di mercato.
