Di Luca Franceschi
///
Un apprezzamento sincero viene rivolto ad Leo Gassmann, giovane artista emergente con spiccate promesse nel panorama artistico contemporaneo, per aver accettato l’invito di Azione Universitaria a esibirsi presso l’ateneo della Sapienza. L’espressione artistica in tutte le sue forme dovrebbe rimanere sempre libera e rappresentare uno strumento straordinariamente efficace per l’unione e la costruzione della pace tra le persone.
Tuttavia, la notizia dell’annullamento dell’evento ha suscitato profonda preoccupazione. Chi sostiene di difendere la libertà ha invece ricoperto di insulti e accuse un giovane artista, trasformandolo in bersaglio di chi pratica la politica dentro i banchi universitari. Tale comportamento risulta inaccettabile e contraddittorio rispetto ai valori che si dicono di difendere.
Chi trasforma la diversità ideologica in uno strumento di violenza tra i diversi schieramenti all’interno di un’istituzione pubblica come la scuola non merita alcun tipo di considerazione. Da una prospettiva sia materna che istituzionale, il comportamento registrato desta stupore e perplessità. Alla Sapienza esiste già una lunga storia di persone a cui non è stato permesso di accedere agli spazi universitari, e sentire nel 2026 che giovani studenti continuano a ostacolare la presenza di un musicista giovane rappresenta un segnale particolarmente negativo.
Un appello diretto viene rivolto a quei ragazzi, chiedendo loro un gesto di consapevolezza umanitaria: è possibile combattere le idee diverse senza però prevaricare sugli altri individui. La libertà non è un concetto astratto né un’utopia lontana, bensì qualcosa che va costruito quotidianamente attraverso il rispetto reciproco tra le persone.
È fondamentale smettere di offrire cattivi esempi, poiché la scuola rappresenta qualcosa di profondamente diverso e più importante. Generazioni precedenti ripongono fiducia nei giovani senza alcuna distinzione di appartenenza politica o ideologica.
