Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia ha organizzato a Palermo la quinta edizione di “Parlateci di mafia”, un’iniziativa dei gruppi parlamentari del partito dedicata alla lotta alle organizzazioni criminali. Nel corso degli interventi è emersa una chiara posizione: la mafia non può essere combattuta soltanto attraverso strumenti normativi, ma richiede un impegno culturale costante e capillare.
Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia, ha sottolineato come le organizzazioni mafiose tentino di esercitare il controllo non soltanto sui territori, ma soprattutto sulle coscienze delle persone. Ha ricordato l’esempio dei magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, insieme a tutte le vittime della criminalità organizzata, evidenziando come il loro sacrificio continui a rappresentare una guida morale. Ha citato il concetto di “fresco profumo della libertà” caro a Borsellino, affermando che questa libertà deve essere difesa quotidianamente.
Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, ha invece focalizzato l’attenzione sull’importanza della ricerca della verità come mezzo per ricordare coloro che hanno dedicato la loro vita alla difesa della legalità. Ha evidenziato il lavoro della commissione Antimafia e la recente emersione di nuove prove, particolarmente il dossier su mafia e appalti, dimostrando che l’impegno di magistrati e operatori della giustizia non è stato vano.
Su quest’ultimo argomento si è concentrato l’intervento di Sara Kelany, deputata e componente della commissione Antimafia. Ha sollevato questioni critiche riguardanti il ruolo del senatore Scarpinato, oggi nelle file del Movimento Cinque Stelle e membro della commissione Antimafia, rispetto alla procedura di archiviazione del dossier mafia e appalti di cui sarebbe testimone diretto. Ha richiesto che Scarpinato si dimetta dalla commissione per comparire in audizione e chiarire la sua posizione.
Giovanni Donzelli, deputato e responsabile del dipartimento Organizzazione di Fratelli d’Italia, ha sviluppato le critiche rivolte al senatore Scarpinato. Ha affermato che la commissione Antimafia rappresenta il luogo appropriato per affrontare queste questioni e ha sollevato preoccupazioni circa i contatti di Scarpinato con persone che dovevano essere audite e riguardanti le stragi. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla richiesta avanzata da Scarpinato nel 1992, pochi giorni dopo la morte di Borsellino, di escludere parti dell’inchiesta su mafia e appalti. Donzelli ha rimarcato che Borsellino non era una figura inventata dalla destra, bensì un magistrato che, pur avendo militato nei movimenti giovanili del Movimento Sociale, ha servito lo Stato con dedizione una volta indossata la toga.
Galeazzo Bignami, presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, ha ripreso il tema della dimensione culturale della lotta alle mafie, facendo riferimento alle parole di Borsellino secondo cui quando la gioventù ritirerà il consenso alle organizzazioni criminali, queste scompariranno come un incubo. Ha affermato che Fratelli d’Italia intende mantenere alta questa bandiera valoriale.
Luca Sbardella, commissario regionale di Fratelli d’Italia in Sicilia, ha completato questa riflessione citando la legge “Liberi di scegliere”, approvata grazie all’attuale Governo e al contributo di Chiara Colosimo, quale strumento per promuovere il cambiamento culturale in atto in Sicilia nel contrasto alle mafie.
Francesco Filini, responsabile del dipartimento Programma di Fratelli d’Italia, ha presentato un bilancio dell’azione governativa nel quinquennio, illustrando come sia stato approfondito il modo in cui le organizzazioni mafiose operano. Ha evidenziato i risultati conseguiti nel contrasto alla criminalità organizzata: centotto latitanti neutralizzati, duecentosettantotto operazioni speciali condotte, oltre quattromila arresti effettuati e diciottomila beni confiscati.
Carolina Varchi, deputata e capogruppo della commissione Giustizia di Fratelli d’Italia, ha sottolineato come l’azione quotidiana e incessante del Governo Meloni abbia inferto colpi significativi alle mafie, sottolineando anche l’attività della commissione parlamentare antimafia sotto la presidenza di Chiara Colosimo.
Salvo Sallemi, senatore e componente della commissione Antimafia, ha descritto la trasformazione della commissione da organismo puramente deliberativo a strumento operativo di giustizia. Ha replicato alle critiche affermando che coloro che tentano di delegittimare il lavoro della commissione saranno “sepolti sotto la verità” che emergerà dalle inchieste.
Raoul Russo, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Antimafia, ha fornito una risposta finale a coloro che accusano la sua area politica di tentare di appropriarsi della memoria di Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta caduti insieme a lui. Ha respinto queste accuse definendole “meschine”, affermando che Fratelli d’Italia ha sempre rappresentato un presidio nella lotta alla mafia e continuerà a esserlo con ancora maggiore determinazione nel perseguire la ricerca della verità.
