Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia accusa il Movimento Cinque Stelle di aver utilizzato un’immagine artificialmente manipolata per attaccare la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il partito denuncia la diffusione di un deep fake in cui la Premier appare intenta a scattarsi un selfie insieme al presidente americano Donald Trump. Secondo la denuncia, il materiale falso rappresenterebbe un grave tentativo di ingannare l’opinione pubblica con lo scopo di screditare il capo del governo.
A far seguito alla diffusione dell’immagine alterata, il deputato pentastellato Pellegrini avrebbe accompagnato il contenuto con commenti fortemente critici nei confronti di Meloni, accusandola di aver confuso la realtà con la fantasia e descrivendola come “inadatta, inadeguata, ridicola, servile”. Fratelli d’Italia ritiene che si tratti di un comportamento inaccettabile e contrario ai principi di correttezza nell’informazione pubblica.
Il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, sottolinea come il caso rappresenterebbe un nuovo episodio della sistematica avversione del Movimento Cinque Stelle alla verità e agli interessi dell’Italia. Malan fa riferimento a precedenti iniziative del movimento, descritte come particolarmente gravi dal punto di vista della comunicazione politica.
L’articolo 612-quater del codice penale, introdotto dalla recente normativa sull’intelligenza artificiale, punisce con pene detentive da uno a cinque anni chiunque causi un danno ingiusto a una persona mediante creazione, pubblicazione o diffusione di immagini alterate attraverso tecnologie di intelligenza artificiale, senza consenso e in modo idoneo a indurre in inganno. In determinate circostanze, tra cui quando il reato colpisce una pubblica autorità nell’esercizio delle proprie funzioni, il procedimento può avvenire d’ufficio.
Malan qualifica l’accaduto come un caso di disinformazione che riguarda una controversia internazionale e che potrebbe indebolire le posizioni dell’Occidente. Secondo il senatore, si tratterebbe di una manifestazione della cosiddetta guerra ibrida, ritenuta una delle principali minacce alla sicurezza nazionale italiana. Malan segnala inoltre come particolarmente preoccupante il fatto che l’autore della diffusione sia membro del Copasir, organo di controllo parlamentare sui servizi di intelligence.
Malan auspica che la magistratura provveda ad accertare se vi siano stati effettivi violazioni del codice penale e che non ignori la gravità di quanto accaduto.
