Di Luca Franceschi
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Il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della commissione Politiche Ue del Senato, ha espresso il suo apprezzamento per l’audizione di Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, nella commissione Diritti Umani del Senato. Secondo Terzi, rappresenta un onore ascoltare direttamente una voce autentica del popolo iraniano di fronte alle crescenti violazioni dei diritti umani che il regime continua a perpetrare contro i suoi cittadini.
Il movimento dei mujahedin del popolo iraniano, del quale Rajavi è leader, è riconosciuto dalle Nazioni Unite e da numerosi paesi europei e occidentali, inclusi gli Stati Uniti, come organizzazione di resistenza politica e gruppo di perseguitati. Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana rappresenta, secondo il senatore, l’espressione più coerente dei principi fondamentali dello stato di diritto e della tutela dei diritti umani, ragione per la quale merita il pieno sostegno.
Terzi ha evidenziato la natura plurale della resistenza al regime, sottolineando che più della metà dei componenti dell’organizzazione sono donne. Dall’inizio della resistenza al khomeinismo, più di centomila oppositori politici sono stati eliminati dal regime, mentre dall’inizio dell’anno corrente gli oltre duemila mujahedin dispersi nelle rivolte hanno subito una sanguinosa repressione da parte delle autorità.
Durante la sua relazione, Rajavi ha descritto dettagliatamente i metodi violenti degli ayatollah e dei pasdaran, illustrando come il potere politico, militare e giudiziario risultino intimamente interconnessi. Ha inoltre denunciato il ricorso crescente alla pena capitale quale strumento di terrorismo nei confronti della popolazione e l’implementazione di blackout delle comunicazioni allo scopo di soffocare le voci di protesta, in particolare quella dei giovani che continuano a lottare per condizioni di vita più dignitose e libere.
Nel corso del dibattito commissionale, quando è stata posta la domanda su come il governo italiano potrebbe supportare il popolo iraniano, Rajavi ha rimarcato come l’equilibrio delle relazioni internazionali e la sicurezza stessa dell’Italia dipendano strettamente dalla prospettiva di una fine della dittatura iraniana. Ha sottolineato la necessità di abbandonare strategie di appeasement e compiacenza, poiché finché il regime mantiene il controllo dell’Iran, l’intera regione resterà esposta all’instabilità, con conseguenze globali. La soluzione risiede nel rovesciamento della dittatura per opera del popolo iraniano e della sua resistenza organizzata.
Secondo Terzi, ogni sanzione o pressione esercitata dall’Italia e dall’Unione Europea rappresenta non soltanto un segnale di speranza, ma un aiuto concreto per il popolo iraniano. È stata affrontata inoltre la questione delicata relativa ai cittadini iraniani residenti in Italia che, nel caso necessitassero del rinnovo della documentazione di viaggio, correrebbero il rischio di subire pressioni e minacce indirizzate sia a loro stessi che ai familiari rimasti in patria a causa delle loro posizioni contrarie al regime.
Rajavi ha inoltre presentato il piano per il rovesciamento del regime iraniano, fondato su tre pilastri essenziali: lo smantellamento totale degli apparati dello stato dittatoriale, l’applicazione integrale del principio di separazione tra le istituzioni religiose e lo stato, e infine l’istituzione di una repubblica democratica nel paese.
