Di Luca Franceschi
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Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, ha duramente criticato l’opposizione per le polemiche sollevate in Senato sulla situazione internazionale e sulla guerra in Medio Oriente. Secondo il senatore di FdI, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stato l’unico capo di governo a riferire puntualmente al suo Parlamento sui recenti sviluppi internazionali, lo ha fatto con estrema chiarezza affermando in modo inequivocabile che l’Italia non è in guerra e non lo sarà, precisando anche che, come le altre nazioni europee, non è stata preventivamente informata dell’attacco.
Malan ha sottolineato come le critiche del Partito Democratico, del Movimento Cinque Stelle e di Italia Viva risultino infondate e strumentali. Secondo il senatore, gli esponenti dell’opposizione hanno accusato il presidente del Consiglio di mancanza di chiarezza e di scarso rispetto nei confronti del Parlamento, arrivando addirittura a sollevare preoccupazioni sulla possibilità che l’Italia sia coinvolta in una guerra e denunciando una presunta politica guerrafondaia. Malan ha rimarcato che tali accuse risultano ancora più gravi considerando che gli stessi esponenti dell’opposizione avevano ascoltato personalmente, una settimana prima, le dichiarazioni cristalline della presidente Meloni.
Il presidente dei senatori di FdI ha definito queste polemiche come una vera e propria “sagra della demagogia”, sottolineando come l’opposizione stia tentando di strumentalizzare questioni di politica internazionale per raccogliere consensi sul fronte del No al referendum, diffondendo paure infondate e utilizzando argomenti completamente falsi che nulla hanno a che fare con il tema della consultazione.
Malan ha inoltre contestato la tesi secondo cui il presidente del Consiglio si rechi al Consiglio Europeo senza alcun mandato parlamentare, definendola assurda. Ha ricordato che tutti i punti all’ordine del giorno del vertice europeo sono stati discussi nel dibattito parlamentare della settimana precedente e sono stati toccati anche nella risoluzione approvata dalla maggioranza di governo.
Il senatore ha poi evidenziato come sia particolarmente grave che tali critiche provengano da chi appartiene ai partiti che avevano sostenuto il governo Gentiloni, che nel 2018 autorizzò l’uso delle basi militari italiane per gli attacchi americani in Libia e Siria senza informare il Parlamento. Malan ha ricordato anche il precedente del governo D’Alema, che nel 1999, sempre senza consultare il Parlamento, autorizzò il decollo dei nostri aerei per bombardare Belgrado e permise che il 60 per cento degli attacchi internazionali partisse dalle nostre basi.
Ha osservato come in entrambi i casi l’opposizione di centrodestra aveva dimostrato senso di responsabilità per il bene dell’Italia, a differenza di quanto accade oggi. Malan ha concluso ribadendo che, fatta eccezione per Azione, l’opposizione su questioni di tale rilevanza sta ricorrendo a una forma di demagogia di bassissimo livello.
