Di Luca Franceschi
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La vicenda dell’Ex Ilva di Taranto continua a rappresentare una delle situazioni più complesse che l’industria italiana abbia mai dovuto affrontare. Si tratta di un dossier di rilevanza fondamentale, ereditato dall’attuale esecutivo, che assume il carattere di asset strategico per l’Italia e per l’intera Europa. Senza acciaio, infatti, non può sussistere un mercato competitivo, una struttura siderurgica moderna, uno stato solido e una difesa credibile.
Dopo una manifestazione di interesse presentata dal gruppo indiano, principale operatore su scala mondiale nel settore, ieri Jindal ha formalizzato la propria offerta per l’acquisizione dell’intero complesso siderurgico dell’ex Ilva. Si tratta di una notizia positiva che alimenta le speranze per il futuro dello stabilimento tarantino e che testimonia l’impegno concreto del governo Meloni in questa partita industriale di cruciale importanza.
La presentazione dell’offerta formale sottolinea inoltre la solidità delle relazioni tra Italia e India, una partnership fondata su azioni concrete e su volontà politica effettiva, piuttosto che su mere dichiarazioni di intenti. Fino a poco tempo fa, garantire continuità al sito di Taranto appariva una missione praticamente impossibile. Ora, grazie all’azione determinata e concreta dell’esecutivo guidato da Meloni, tale obiettivo si trasforma in una prospettiva reale e rappresenta il compimento di una vera missione per il paese.
