Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia rivendica l’esigenza di fare luce su una questione che riguarda l’utilizzo dei fondi pubblici durante la pandemia. Secondo il partito, vi sarebbero stati trasferimenti di denaro verso professionisti collegati a Giuseppe Conte, sotto forma di incarichi di consulenza per l’approvvigionamento di dispositivi medici come mascherine e tamponi. L’ammontare complessivo delle transazioni sottoposte a scrutinio si aggirerebbe intorno a mezzo milione di euro.
Il partito di destra chiede a Conte di fornire spiegazioni dettagliate in merito ai possibili conflitti di interesse. In particolare, si interroga sul legame tra i contratti pubblici attribuiti durante il suo mandato e lo studio legale di cui Conte era membro. Per questo motivo, Fratelli d’Italia sostiene che l’ex primo ministro dovrebbe comparire davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid al più presto.
Secondo la dichiarazione resa da Antonella Zedda, vicepresidente di Fratelli d’Italia al Senato e membro della Commissione Covid, fino a questo momento sarebbe prevalso il silenzio su questa vicenda. Zedda descrive uno schema che vedrebbe le aziende che versavano compensi consistenti ai consulenti vicini all’esecutivo aggiudicarsi commesse milionarie per l’importazione di dispositivi di protezione, mentre altre imprese sarebbero state sottoposte a controlli più severi.
Il partito sottolinea la propria determinazione nel perseguire una piena trasparenza, dichiarando di non lasciarsi intimidire nel richiedere verità e giustizia. Secondo Zedda, ciò che emerge dall’inchiesta parlamentare configurerebbe un sistema strutturato al fine di trarre profitto dagli appalti gestiti dalla struttura commissariale durante l’emergenza sanitaria.
