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FDI – FRATELLI D’ITALIA * SENATO: «COVID. ZEDDA (FDI): DA AUDIZIONE RICCIARDI EMERSO CHE SUE DICHIARAZIONI DIFFERIVANO DA QUELLE DELLE MASSIME AUTORITÀ »

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16.51 - mercoledì 22 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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Durante l’audizione del professor Ricciardi in commissione, secondo quanto sostiene Antonella Zedda, vicepresidente di Fratelli d’Italia in Senato e membro della commissione d’inchiesta sul Covid, è emerso un contrasto tra le dichiarazioni pubbliche del professore e la documentazione ufficiale prodotta dalle massime autorità sanitarie. Zedda ha ricordato un’intervista rilasciata nel giugno 2021 in cui Ricciardi affermava di aspettarsi “un’estate serena” grazie alla copertura vaccinale che avrebbe garantito un’efficacia duratura per almeno sei mesi.

A tale dichiarazione, la senatrice ha contrapposto i documenti conservati negli archivi della commissione, in particolare le circolari firmate da Gianni Rezza, allora direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute. Questi documenti includevano estratti del Comitato tecnico-scientifico del 18 giugno 2021 e un’informativa dell’Agenzia italiana del farmaco sui vaccini, nella quale venivano elencati con precisione gli aspetti e gli effetti avversi. Nella sezione dedicata alla durata della protezione, per ciascun vaccino compariva la dicitura: “La durata della protezione offerta dal vaccino non è nota; sono tutt’ora in corso studi clinici volti a stabilirla”.

Secondo Zedda, questa discrepanza solleva interrogativi su come Ricciardi abbia potuto fare affermazioni così categoriche, completamente opposte alle informazioni che le autorità sanitarie si scambiavano ufficialmente. La senatrice distingue fra la comunicazione televisiva delle personalità scientifiche pubbliche e i documenti ufficiali diffusi dalle case farmaceutiche, sostenendo che la politica abbia scelto di affidarsi alle “star dei virus” anziché seguire rigorosamente i dati scientifici.

A questo proposito, Zedda afferma che la decisione di obbligare la popolazione italiana alla vaccinazione sia avvenuta “nel miraggio della copertura e nonostante chiare evidenze scientifiche contrarie”. La senatrice critica inoltre quello che definisce un approccio caratterizzato da “tante chiacchiere e poca sostanza”.

Sebbene l’audizione di Ricciardi fosse incentrata sulla questione dei vaccini, Zedda ha colto l’occasione per porre due domande riguardanti la seconda ondata di pandemia, concentrandosi su tamponi e anticorpi monoclonali. Le risposte ricevute, sostiene la senatrice, confermerebbero i dubbi già espressi nelle settimane precedenti circa il ricorso al tracciamento come strumento per decidere la chiusura e l’apertura delle attività, e conseguentemente per determinare la libertà dei cittadini.

Zedda sottolinea che il tracciamento è stato effettuato mediante tamponi non validati, come precedentemente dichiarato dal dottor Francesco Ippolito, e non adeguatamente calibrati per svolgere il ruolo loro assegnato. La senatrice esprime perplessità nel constatare che Ricciardi ha dichiarato di non essere a conoscenza del fatto che la validazione dei tamponi non fosse stata completata. Una situazione che ribadisce, secondo Zedda, il contrasto fra la scienza e le decisioni politiche, nonché l’assenza di un adeguato controllo da parte dei responsabili delle politiche sanitarie.

L’Italia ha eseguito almeno 284 milioni di tamponi, e il loro esito ha determinato, afferma Zedda, lo status dei cittadini: se essere “buoni o cattivi, liberi o prigionieri”. La politica, continua la senatrice, si è servita di uno strumento privo di validazione scientifica per imporre restrizioni alla popolazione, mentre il consigliere scientifico del ministro Roberto Speranza non era a conoscenza di questa mancanza di validazione.

Per quanto riguarda gli anticorpi monoclonali, Ricciardi ha dichiarato che l’Italia ha perso due significative opportunità: il rifiuto della donazione di diecimila dosi da parte della casa farmaceutica Eli Lilly e il mancato raggiungimento della produzione italiana di anticorpi monoclonali. Zedda ribadisce che sono stati investiti milioni di euro in questo ambito e promette che la commissione d’inchiesta farà emergere gli aspetti ancora oscuri di questa vicenda.

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