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CONSIGLIO PAT * «LA PARTECIPAZIONE DEI GIOVANI ALLA POLITICA CRESCE, MA L’ASTENSIONISMO RESTA PREOCCUPANTE TRA LE FASCE PIÙ DISAGIATE»

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16.31 - mercoledì 20 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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**Festival Economia, in sala Depero il panel promosso dal Consiglio**
**L’astensionismo in generale cresce ma i giovani chiedono di partecipare**

Il Consiglio provinciale di Trento ha contribuito questa mattina all’abbrivio del Festival dell’Economia di Trento 2026. Da sala Depero, a palazzo della Provincia, ha promosso e ospitato un panel dedicato a un tema di grande attualità politica: il fenomeno dell’astensionismo dei cittadini, con un particolare sguardo al mondo giovanile.

Il presidente Claudio Soini, al fianco del moderatore – il giornalista del Sole 24 Ore Paolo Bricco – ha spiegato appunto che l’assemblea legislativa dell’Autonomia trentina ha voluto significativamente tornare dopo qualche anno al Festival Economia, portando con sé anche gli studenti trentini: erano infatti in sala oggi due classi IV del liceo Steam International di Rovereto, una IV e una V del liceo Galilei di Trento, protagonisti del progetto Conosciamo Autonomia con cui i ragazzi si avvicinano alle istituzioni e il Consiglio provinciale si impegna a farsi capire e a spiegare come funzionano le istituzioni.

Antonio Campati, ricercatore di Filosofia politica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha esordito dicendo che c’è un problema di inclusività della politica, dalla quale restano lontani certi segmenti di popolazione, nell’epoca in cui la democrazia dei partiti è stata sostituita dalla democrazia degli influencer e dei social media (“Più della metà dei giovani oggi si informa attraverso influencer e creator digitali, che hanno in parte sostituito il ruolo dei partiti”). Attenzione a non interpretare male l’atteggiamento dei giovani, per i quali la partecipazione alla vita comunitaria non si identifica (o non solo) nell’esercizio del voto.

Andrea Scavo, direttore di Ipsos-Doxa Public Affairs, ha messo mani ai dati di una fresca indagine demoscopica eseguita proprio dal suo istituto. E’ evidente che l’astensionismo in Italia è in atto dagli anni Ottanta e continua a crescere, tant’è che alle europee 2024 siamo rimasti sotto il 50% di affluenza alle urne. Nei referendum, salvi quelli in materia costituzionale, va anche peggio che alle elezioni politiche. Controintuitivo ma vero – spiega Scavo – è però che non sono i giovani i meno solerti a votare, la generazione Z (18-28 anni) segna anzi una ripresa di partecipazione nelle ultime tre tornate elettorali e si attesta al di sopra della affluenza media generale. Le donne votano meno degli uomini e l’astensionismo cresce a livelli davvero preoccupanti tra le fasce di cittadinanza con meno istruzione e con più problemi economici e sociali. Un altro dato interessante: i giovani trovano il mondo della politica troppo complesso da capire e interpretare, anche per questo in generale la politica non è pop.

Di fronte alle difficoltà del sistema democratico – questo dice ancora l’indaine Ipsos Doxa – i giovani chiedono più spazi di partecipazione dei cittadini e non più concentrazione dei poteri (e ancora le fasce più in difficoltà della popolazione indulgono invece nei confronti di maggiore autoritarismo).

Al panel di questa mattina la parola è poi stata data in modo bipartisan ai due esponenti del mondo istituzionale. Alberto Stefani, il giovane presidente leghista della Regione Veneto, ha raccontato di essere diventato sindaco a 25 anni e ha detto che tra i giovani il desiderio di partecipare c’è e va coltivato, anche organizzando scuole di politica e valorizzando il patrimonio di impegno civile sviluppato nelle associazioni. In Veneto – ha detto – abbiamo istituito un Consiglio regionale dei giovani, le cui deliberazioni devono essere tutte portate e vagliate nell’assemblea legislativa della Regione. Stefani ha indicato nella capacità di guardare al lungo periodo una delle principali sfide della politica: “Si tratta di pensare alla società oltre il domani, verso i prossimi decenni”, così si riconquista la fiducia dei cittadini.

Sara Funaro, cinquantenne sindaca dem di Firenze, ha condiviso l’idea che si deve lavorare per intercettare meglio il bisogno di partecipazione che c’è nei giovani di oggi. Noi – ha detto – abbiamo costruito un protocollo con le scuole superiori cittadine, in virtù del quale ai tavoli decisionali municipali vengono coinvolti fattivamente i ragazzi. Più della presunta disaffezione dei giovani, mi preoccupa – ha aggiunto – l’area del disagio sociale ed economico. Poi sulle donne: sono la prima sindaca di Firenze dal dopoguerra, le pari opportunità sono ancora lontane e le quote rosa – che pure hanno funzionato – non bastano più per completare un recupero alla politica e alle istituzioni del mondo femminile.

Il panel si è concluso con una domanda dalla platea degli studenti. La conferenza è stata seguita anche da numerosi consiglieri provinciali e il presidente Soini ha portato anche il saluto e l’apprezzamento della vicepresidente Mariachiara Franzoia, impossibilitata ad affiancarlo stamane com’era in programma.

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