Di Luca Franceschi
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Giuseppe Conte continua a mostrare quella sua caratteristica tendenza alle contraddizioni, che emerge oggi con ancora maggiore evidenza. L’incontro avvenuto con Paolo Zampolli, personalità presumibilmente legata all’orbita di Donald Trump, si circondata di elementi poco chiari. Il leader pentastellato sostiene che si sia trattato di un confronto politico nel corso del quale sarebbero stati affrontati temi di grande importanza, mentre Zampolli ridimensiona completamente l’importanza dell’appuntamento, descrivendolo semplicemente come una conversazione amichevole tra conoscenti.
Per questa ragione è ritenuto opportuno che Conte provveda a fornire chiarimenti sulla questione, così come dovrebbe illustrare quale sia effettivamente la posizione sua e del Movimento 5 Stelle in ambito di politica estera. La domanda che sorge spontanea è se il movimento stia veramente con i sostenitori della causa palestinese e mantenga un atteggiamento apertamente critico verso l’Atlantismo, come abitualmente comunica quando ricerca consenso tra gli elettori, oppure se in realtà intrattenga rapporti costruttivi con quegli Stati Uniti tanto frequentemente oggetto di critiche.
Resta comunque il fatto che gli elettori posseggono una capacità di discernimento che non dovrebbe essere sottovalutata. Essi sanno riconoscere con precisione coloro che operano come imbonitori di professione, mettendo in luce incoerenze e contraddizioni palesi.
