Di Luca Franceschi
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La decisione della Commissione europea di avviare una procedura d’infrazione nei confronti di tutti i 27 Stati membri per il mancato recepimento della direttiva sulle “Case Green” rappresenta un paradosso che dovrebbe spingere Bruxelles a una profonda riflessione. Se nessuno Stato membro è riuscito a rispettare i termini previsti, è evidente che il problema non risiede nei Governi nazionali, bensì in una normativa concepita senza considerare adeguatamente le concrete condizioni economiche, sociali e territoriali dell’Europa.
Fratelli d’Italia sostiene da sempre che la transizione ecologica debba essere accompagnata da realismo, gradualità e sostenibilità. La posizione del partito è ferma nel rifiutare che siano famiglie, imprese e proprietari di immobili a pagare il prezzo di scelte ideologiche che rischiano di compromettere la competitività del sistema produttivo nazionale e il valore del patrimonio edilizio europeo.
L’Europa deve avere il coraggio di correggere ciò che non funziona e di abbandonare definitivamente la stagione delle imposizioni ideologiche e dell’ambientalismo di facciata. È quanto sostiene la senatrice di Fratelli d’Italia Cinzia Pellegrino, membro della Commissione Politiche per l’Unione europea, nel suo commento critico sulla procedura d’infrazione europea.
