Di Luca Franceschi
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In Aula, la senatrice di Fratelli d’Italia Paola Ambrogio è intervenuta sulle pre-intese in materia di autonomia differenziata che riguardano le regioni Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria. Nel corso del suo intervento, ha chiarito che il dibattito odierno non ha alcun legame con questioni di unità nazionale, un principio che non è mai stato messo in discussione.
Secondo Ambrogio, ciò che il Parlamento è chiamato ad attuare rappresenta l’implementazione di una previsione costituzionale. L’articolo 116 comma 3 della Costituzione, ha spiegato, non è una novità introdotta dalla maggioranza attuale, ma una scelta deliberata dei padri costituenti che hanno previsto la possibilità di attribuire ulteriori forme di autonomia alle regioni. L’autonomia differenziata, pertanto, non nasce contro la Costituzione ma direttamente dalla Costituzione stessa.
Passando al caso specifico del Piemonte, la senatrice ha sottolineato che il percorso verso l’autonomia ha radici profonde nel tempo. Il processo è infatti iniziato con la giunta regionale guidata da Chiamparino e ha continuato il suo sviluppo fino ai giorni nostri. Si tratta di una regione caratterizzata da molteplici peculiarità territoriali e amministrative che rendono necessaria l’erogazione di servizi differenziati.
Ambrogio ha posto l’accento su un aspetto cruciale: nessuno chiede privilegi o risorse aggiuntive, ma piuttosto di avvicinare il luogo dove vengono prese le decisioni al luogo dove nascono i bisogni effettivi. Consentire alle regioni di assumersi maggiori responsabilità su determinati temi permetterà ai territori di decidere in modo puntuale e tempestivo, adattando le scelte alle esigenze locali specifiche.
La senatrice ha concluso ribadendo che tutto ciò avverrà nel pieno rispetto dei Livelli essenziali di prestazione (Lep) e delle garanzie costituzionali, evidenziando l’importanza di non confondere l’uniformità con l’uguaglianza.
