Di Luca Franceschi
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Il senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, che presiede la IX Commissione Senato dedicata a Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura e Produzione agroalimentare, ha partecipato martedì 31 marzo all’audizione in Commissioni congiunte con il Commissario europeo per il clima, l’azzeramento delle emissioni nette e una crescita pulita Wopke Hoekstra. Nel suo intervento, De Carlo ha sottolineato la necessità di un cambio di approccio: “Meno ideologia, più pragmatismo: l’Europa ritrovi la fiducia nell’uomo, nelle sue capacità e nella sua intelligenza, senza cedere alle ideologie che criminalizzano l’attività umana”.
Il senatore ha ribadito le preoccupazioni di Fratelli d’Italia rispetto alle politiche climatiche europee degli ultimi anni, che a suo giudizio hanno subito un’eccessiva influenza di ideologie pseudo-ambientaliste. Pur riconoscendo l’innegabilità del cambiamento climatico in atto, De Carlo ha evidenziato come l’Europa non possa essere considerata un ecosistema isolato, bensì parte di un meccanismo globale più complesso.
La soluzione proposta da De Carlo passa attraverso l’adattamento basato su scienza, ricerca e sviluppo. Ha citato l’esempio di Venezia per illustrare come il genio umano sia stato capace di affrontare e superare le sfide ambientali: “Se l’uomo si fosse arreso al mare, non avremmo la bellezza di Venezia. Il genio dell’uomo, la sua capacità di riconoscere, affrontare e superare i problemi può portarci ad adattarci al nuovo clima”.
Su questo tema, De Carlo sta conducendo un’indagine conoscitiva in Commissione sugli effetti del cambiamento climatico in agricoltura, convinto che il percorso debba proseguire seguendo l’evoluzione tracciata dalla ricerca e dallo studio nel corso dei secoli, senza compiere passi indietro.
Quanto all’Emission Trading System e al Carbon Border Adjustment Mechanism, con particolare riferimento alla questione dei fertilizzanti, De Carlo ha ribadito la posizione italiana: sono necessari sostegno alle imprese e una maggiore sovranità europea su queste materie. Tale filosofia dovrebbe guidare l’approccio continentale alle sfide climatiche, affrontandole non attraverso la colpevolizzazione dell’uomo e delle sue attività, ma valorizzando invece la sua capacità di adattamento e di superamento delle difficoltà grazie all’innovazione, alla ricerca e allo studio.
