Di Luca Franceschi
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Il senatore fiorentino Paolo Marcheschi, esponente di Fratelli d’Italia, ha affidato a una nota la sua critica rispetto alla questione di Montedomini, definendola “l’ennesima dimostrazione” del modo in cui il Partito Democratico fiorentino avrebbe gestito il patrimonio pubblico nel corso dei decenni. Secondo Marcheschi, non soltanto il territorio sarebbe stato privato di beni comuni a vantaggio di soggetti privati che ne avrebbero fatto un affare economico, ma anche responsabilità, obblighi e vincoli si sarebbero dissolti in questo sistema.
L’esponente di destra sostiene che l’operazione sarebbe stata realizzata “posizionando uomini giusti, nei posti giusti, in enti che solo apparentemente sembrano svincolati dal controllo dell’amministrazione comunale”. Marcheschi descrive questo come il risultato di “un’azione scientifica, chirurgica” che si protratta da molto tempo, affermando che il declino della città non sia casuale, bensì il frutto di un “specifico sistema, voluto e generato”.
La critica di Marcheschi si concentra inoltre sulla contraddittorietà che egli ravvisa nel comportamento della sinistra fiorentina. Secondo il senatore, questa continuerebbe a presentarsi come contraria al fenomeno della speculazione immobiliare, quando in realtà le politiche da essa promosse avrebbero concretamente favorito il business degli alloggi, provocando danni alla collettività.
Il senatore precisa di non rivolgere critiche ai soggetti privati coinvolti, ma sostiene che le operazioni su larga scala non avrebbero generato alcun beneficio per la comunità, frutto di scelte politiche consapevoli. Marcheschi ritiene che Montedomini rappresenti oggi il simbolo di un cattivo governo di matrice sinistra, la cui portata travalica i confini del capoluogo toscano, avendo contribuito allo svuotamento del centro storico dai residenti fiorentini e all’aumento della scarsità di abitazioni.
In conclusione, Marcheschi ha annunciato l’intenzione di presentare un’interrogazione parlamentare specificamente dedicata alla vicenda di Montedomini, sottolineando come sia inaccettabile che coloro che dichiarano pubblicamente di opporsi a questo sistema siano gli stessi soggetti che l’avrebbero istituito e alimentato.
