Di Luca Franceschi
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Il Governo Meloni ha deciso di rimuovere il vincolo “Made in Europe” dalla Nuova Transizione 5.0, una scelta che viene accolta positivamente dalle forze di maggioranza. Contestualmente, è stato rafforzato l’importo delle risorse destinate a questo strumento di incentivazione, portando la dotazione complessiva a quasi 10 miliardi di euro per gli investimenti previsti nel triennio 2026-2028.
La decisione rappresenta l’accoglimento delle richieste provenienti dal mondo imprenditoriale italiano, che chiedeva di premiare gli investimenti produttivi eliminando vincoli ritenuti inapplicabili nella pratica. Questa posizione era stata anticipata dal viceministro Leo ed è in linea con l’orientamento sostenuto sin dall’inizio dal ministro Urso.
Secondo il deputato di Fratelli d’Italia Silvio Giovine, si tratta di un’ennesima scelta che caratterizza l’azione del Governo Meloni, improntata al pragmatismo industriale e alla ricerca di una maggiore competitività del sistema produttivo nazionale. La rimozione del vincolo geografico consente alle aziende italiane di accedere a una platea più ampia di fornitori e soluzioni tecnologiche, potenzialmente migliorando l’efficienza degli investimenti e la loro capacità di generare ritorni economici significativi.
