Di Luca Franceschi
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Il 19 luglio rappresenta più di una semplice data nel calendario: è un impegno che lo Stato e ogni cittadino italiano sono chiamati a rinnovare quotidianamente. A 34 anni dalla strage di Via D’Amelio, il ricordo si rivolge a Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta – Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina – che sacrificarono le loro vite nella difesa della giustizia e della libertà.
Il ricordo di Borsellino rimane indissolubilmente legato a quello di Giovanni Falcone. Entrambi servitori dello Stato, vittime della stagione delle stragi, hanno affrontato la criminalità organizzata con straordinario coraggio, competenza e senso dello Stato, trasformando per sempre il modo di contrastare Cosa Nostra. Hanno dimostrato che la mafia può essere colpita seguendo le sue reti di potere e i suoi interessi economici, lasciando un insegnamento che continua a parlare alle nuove generazioni.
La lotta alle mafie si vince costruendo una cultura della legalità capace di sconfiggere l’omertà e ogni forma di connivenza. È con questo spirito che la Commissione parlamentare Antimafia, guidata da Chiara Colosimo, sta portando avanti un lavoro rigoroso per approfondire tutti gli elementi ancora oscuri, in particolare il filone investigativo relativo a “Mafia e Appalti”, su cui Falcone e Borsellino cercavano la verità.
Sei giorni prima della strage di Via D’Amelio, la procura di Palermo firmò la richiesta di archiviazione di quel dossier. Tra i magistrati che sottoscrissero l’atto figura anche Roberto Scarpinato, oggi senatore del Movimento 5 Stelle e membro della medesima commissione antimafia. Su questa questione rimane aperto l’interrogativo del perché Scarpinato non si dimetta dalla commissione e non chiarisca ciò che sa.
Cercare la verità fino in fondo significa rendere giustizia a chi ha dato la vita per lo Stato e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. È questo il modo più autentico per onorare la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Per questa ragione, anche quest’anno saranno in molti alla fiaccolata in loro memoria, per ribadire che lo Stato c’è e che occorre continuare con coraggio la battaglia contro ogni forma di criminalità organizzata.
