Di Luca Franceschi
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Il 12 luglio prossimo ricorrerà il decimo anniversario della tragedia ferroviaria che si consumò tra Andria e Corato, uno dei momenti più dolorosi della storia italiana. In quella catastrofe persero la vita ventitré persone, mentre cinquantasette altre rimasero ferite in uno scontro che ha segnato indelebilmente le famiglie dei deceduti, le comunità locali e l’intera conscienzacollettiva della nazione. Ad annunciarlo in Aula è stata Mariangela Matera, deputata di Fratelli d’Italia, che ha contemporaneamente comunicato il deposito di una proposta di legge volta a trasformare il 12 luglio nella Giornata nazionale delle vittime degli incidenti ferroviari.
Per la parlamentare, che proviene dalla comunità andriese, questa ricorrenza possiede un significato particolarmente profondo. Matera ha sottolineato come esistano date che vanno oltre il significato strettamente locale, divenendo parte del patrimonio memoriale dell’intera Nazione, e il 12 luglio rappresenta proprio una di queste date cruciali.
La proposta legislativa non prevede l’istituzione di una festività civile tradizionale, bensì la creazione di una giornata destinata a iniziative di carattere istituzionale, culturale e formativo. Queste attività sarebbero promosse dallo Stato, dalle Regioni, dagli enti locali e dalle istituzioni scolastiche con l’obiettivo di diffondere e consolidare la cultura della sicurezza ferroviaria tra la popolazione.
Nel corso del suo intervento, Matera ha rimarcato come il ricordo delle vittime rappresenti non soltanto un tributo alla loro memoria, ma anche l’assunzione di una responsabilità concreta. Si tratta di garantire che il dolore di quella tragedia non venga relegato all’oblio, e che da quell’evento catastrofico continui a generarsi un impegno reale e duraturo verso la sicurezza, la prevenzione e la protezione della vita umana.
Concludendo il suo discorso, la deputata ha affermato che a dieci anni da quella tragedia il dovere delle istituzioni è quello di consegnare alle nuove generazioni non soltanto il ricordo degli accadimenti, ma anche la consapevolezza che sicurezza, responsabilità e cura del bene comune costituiscono principi fondamentali e non negoziabili della convivenza civile. Una nazione capace di preservare la memoria, ha evidenziato Matera, è una nazione che sa prendersi cura consapevolmente del proprio futuro.
