(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Le condanne pronunciate dal Tribunale di Roma nel caso del traffico illecito di visti tra Italia e Bangladesh segnano un punto fermo contro corruzione e immigrazione clandestina. Nazrul Islam e Shamim Kazi sono stati condannati rispettivamente a 4 anni e 8 mesi e 4 anni e 2 mesi di reclusione, oltre a pesanti multe e confische.
Determinante è stato il coraggio del collega di Fratelli d’Italia Andrea Di Giuseppe, componente della commissione Affari Esteri, che- registrando le conversazioni – ha fornito prove agli inquirenti un tentativo di corruzione da 2 milioni di euro ai suoi danni, fornendo elementi decisivi agli inquirenti.
L’inchiesta ha portato alla luce un sistema strutturato e collaudato che consentiva, dietro il pagamento di somme fino a 15mila euro, il rilascio illecito di visti di lavoro attraverso contratti fittizi e la corruzione di funzionari compiacenti. Sono stati accertati almeno 88 casi di immigrazione clandestina, ma il fenomeno appare di dimensioni ben più ampie.
Il gesto di Di Giuseppe rappresenta un esempio di integrità istituzionale: lo Stato non è in vendita e chi tenta di piegare le istituzioni a interessi illeciti viene chiamato a risponderne davanti alla giustizia.
